“A teatro, come in rete, è impossibile mentire”. Intervista alla social media specialist Angela Tursi.

(foto di Arianna Tempesta)

Risposte schiette, mai banali, che evidenziano un’oculata ricerca della parola,  evitando autocelebrativi  giri di parole. Si scherza poco con Angela Tursi, almeno per quanto riguarda il suo lavoro. Per il resto ha una risata contagiosa e un approccio entusiastico alla vita, ve lo assicuro. L’ho conosciuta nei mesi scorsi per il progetto #Mypugliastory, che l’ha vista protagonista come “ambassador”. Oggi ci parlerà della sua professione, Angela è Social Media Specialist presso una delle imprese ricettive più blasonate del capoluogo pugliese, The Nicolaus Hotel. Ci palerà di gestione dei social, storitelling e un occhio particolare alla gestione dei rapporti in reteBuona lettura! 

Candido Marinelli : – Ciao Angela, grazie per aver accettato il mio invito. Partiamo dall’ABC: che cos’è la Social MEDIA Specialist e come la tua professione si sposa con il marketing?
Angela Tursi : – Una social media specialist è una specialista dei social che attua strategie di social marketing in base a gli obiettivi e alle esigenze dell’azienda. Scegliere il tone of voice, stabilire obiettivi concreti e raggiungibili, optare per  i canali giusti da usare: una strategia decisa a monte è la base di un lavoro strutturato e ragionato.

C.M. :-Che cosa significa comunicare? Esistono leggi o regole generali nella comunicazione?
A.T. :- Dare il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento giusto, credo che questa sia una regola generale del marketing.

C.M. : – Parliamo di strategie pratiche di comunicazione. Il progetto che ti ha visto protagonista “MyPugliaStory” mi ha ricordato una delle regole basilari della scrittura creativa : “Show don’t tell” ossia, “Mostra non raccontare”. Questo non vuol dire rinunciare alla parola per spiegare qualcosa, ma corredare la parola ad una prova. Credi che il futuro della comunicazione d’impresa sia questo?
A.T. :- Non so quale direzione stia prendendo il mondo della comunicazione, ma so di certo che è importante raccontare ai nostri utenti una storia, un’immagine, una foto in grado di emozionare, di suscitare una reaction. La parola non è morta, sta prendendo solo forme diverse: un tweet, l’hashtag, il copy , sono solo forme diverse di esprimere un concetto, un’emozione.

C.M. : – La fiducia di una azienda può aumentare tanto più questa è aperta ad una conversazione alla pari, all’accettazione delle critiche e alla valorizzazione dell’interlocutore. Ma come si risponde alle critiche o quando un’azienda commette un errore?
A.T. : – Mi viene da sorridere perché ogni qual volta un’azienda commette un errore, la colpa è e sarà del social media manager (sorride) A parte gli scherzi esempi di shitstorm ce ne sono stati tanti, sopratutto su campagne social, ma le regole sono semplici: bisogna saper fare autocritica ed  ammettere  l’errore quando è stato commesso; assumere un tono formale e professionale; mantenere la calma e rispondere a tutti e sempre!

C.M. :- La comunicazione è l’ambito in cui la menzogna diventa possibile. Sei d’accordo? Un po’ come il tuo amato teatro, bisogna saper mentire…
A.T. :- – Permettimi di contraddirti: a teatro, sul palco, è difficile mentire. Secondo me lì è davvero impossibile! perché vien fuori sempre una parte di noi anche se in modi e in ruoli diversi. Per citare una frase di Edoardo De Filippo, “a teatro si vive sul serio, quello che gli altri, nella vita, recitano male“

C.M.: – Ti ringrazio ancora per la disponibilità. Anche con te, non me ne volere, concludiamo con la domanda che più di tutte ci fa scoprire i nostri ospiti: Il libro, la canzone e il film della tua vita?
A.T. : – Il libro della mia vita (a parte i libri di fb marketing) è i Malavoglia di Giovanni Verga; La canzone della mia vita è “Leggera“ di Joe Barbieri ed il film della mia vita è “into the wild“

 

 

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