Allan Guthrie, Ray Banks : “Tartan Noir ? Tutta colpa di James Ellroy”

Cos’è il “Tartan Noir” ? Come ha avuto origine uno dei generi letterari più amati nel nostro paese? Quanto di quello che leggiamo è ispirato dalla realtà? A rispondere a queste domande, saranno proprio Allan Guthrie e Ray Banks , in una mia intervista di qualche anno fa per il Corriere Delle Puglie. In occasione di un tour promozionale nel bel paese, la tappa a quella che era (ahi mè..) la roccaforte del noir al sud, la libreria “Stilelibero” di Foggia, mi ha permesso di fare qualche domanda ai due autori capostipiti del genere. Se avete voglia di leggere l’articolo integrale, cliccate qui. Devo comunque confessare un mio rammarico, non sono riuscito a trasmettere nelle mie parole, tutto il ritmo incalzante e forsennato delle loro risposte. Ma non so se sia possibile. Forse dovreste cercarlo altrove, nei loro romanzi di certo. Macchie tartan su inkblot.

Allan Guthrie

– Che cos’è il Tartan Noir ?

Guthrie
: Tutta colpa di un grande del noir americano, James Ellroy. In occasione della pubblicazione di un romanzo, ha descritto il nostro Ian Rankin , come ” Re del Tartan noir” . Penso che si sia trattato di uno scherzo ( il tartan è il particolare disegno dei tessuti in lana dei kilt scozzesi) , ma è stata un’etichetta vincete , un’ottima arma pubblicitaria, ma è vastissima. Perché include atmosfere più dark , più pulp come le mie e quelle di Ray , ai polizieschi più classici, come quello di Alex Gray . Io preferisco definirmi scrittore di noir. Banks : Un etichetta, appunto , come ha detto il mio amico Allan,ma che è stata utile in Scozia a creare un po’ una “banda”. Oltre ad essere i maggiori acquirenti di libri, perché sa , da noi i libri non si regalano, neanche tra amici (sorride…) , ci supportiamo uno con l’altro e se ora posso definirmi scrittore , devo ringraziare i miei colleghi che mi hanno aiutato molto all’inizio.Poi , se proprio vuole una risposta più tecnica, possiamo trovare degli elementi che accomunano i nostri scritti. Abbiamo radici profonde nella nostra patria – i nostri protagonisti, quasi sempre di sinistra, fanno parte della classe operaia , quella che da sempre è abituata a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Questa è la causa principale del nostro black humour. Forse anche per il tempo grigio e quello spirito anti- inglese, mai placato negli anni.

– “Notte sanguinaria” è l’ultimo romanzo di Allan Guthrie pubblicato, come il precedente “Dietro le sbarre”, dalla Revolver. A differenza del primo, più cupo e con una forte componente psicologica, “Notte sanguinaria” è una storia folle. Dal bagno di sangue nell’incipit, è un susseguirsi di colpi di scena , conditi da scene molto pulp e black humour. Da quale idea è nato il romanzo?

Guthrie: Tengo a precisare che l’Edimburgo di cui narro in “Notte Sanguinaria”, è ben differente dalla città in cui abito e amo. Sicuramente una città più sicura. Penso che sia uno degli aspetti più belli dell’essere scrittore, stravolgere la realtà a proprio piacimento. Quando scrivo parto sempre da una notizia reale , davvero in Scozia abbiamo avuto episodi di omicidi a colpi di katana (tradizionale spada giapponese) come nel mio romanzo. Ma che scrittore sarei se mi limitassi a descrivere quello che tutti possono vedere dalla finestra di casa? Quando scrivo non penso mai a chi possa leggere il mio romanzo, entro nella testa del protagonista e lo faccio agire con una sola regola: niente bontà verso il lettore. Altrimenti scriverei solo cose noiose e forse venderei qualche libro in più.

 “I Lupi” pubblicato nel 2012 dalla Revolver, è una storia spettacolare e anfetaminica . Con il susseguirsi della pagine , quella che poteva sembrare una storia di vendetta, diventa una corsa al massacro con i protagonisti pronti a sbranarsi tra loro. Come sei diventato scrittore?

Ray Banks

Banks: Sono un bugiardo cronico. Le storie assurde sono il mio forte. Ho sempre voluto raccontare storie, anche se devo ammettere che il mio primo amore sono stati i film. Ho iniziato a scrivere quando ho capito che mi  servivano soldi e amici disponibili per fare film e che per scrivere un romanzo mi bastava essere solo in una stanza tutta per me. Sono un appassionato di cinema, nei “I Lupi” c’è anche un piccolo omaggio al vostro e in particolare a Franco Nero. Registi britannici come Kean Loach, Allan Clarke e Guy Ritchie mi hanno influenzato tantissimo sia a livello di tono che nelle sfumature dell’ambientazione. Poi sono un fanatico della crime fiction americano. Fondi le due cose, mettici un po’ di ironia e l’uso dello slang per caratterizzare i personaggi, ed avrai la ricetta perfetta dei miei romanzi.

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