“Amo trovare il bello nel brutto” Intervista alla stylist Daiana Di Finizio.

Chi scrive lo sa, le storie più belle  capitano per caso. Spesso davvero  non devi far nulla, se non attendere fiducioso. L’intervista che sto per presentarvi è nata a notte fonda di un giovedì altrimenti anonimo.  Leggevo le sue risposte e la  immaginavo a luce soffusa, lontana dal ronzio dei  riflettori e dalla luci di scena, che sono e saranno presenza costante della sua vita. Lei è Daiana Di Finizio , bravissima stylist su Milano … ma a volte modella, dalla bellezza disarmante. Così l’ha presentata GQ Italia inserendola tra le 5 ragazze più hot di Aprile da seguire su Instagram. Poco, quasi nulla,  di quello che invece emerge dall’intervista che sto per presentarvi. Buona lettura.

Candido Marinelli : – Mi piace pensare che siamo i libri che abbiamo letto, i film visti, le canzoni che abbiamo ascoltato, i viaggi fatti. Ringraziandola ancora per aver accettato il mio invito, mi piacerebbe che fosse lei a presentarsi ai lettori di Inkblot, raccontando le passioni e i miti che la distinguono nel mondo come Daiana Di Finizio.

Daiana Di Finizio : – Sembra strano, si c’é un libro che ha segnato un momento importante della mia vita. Sono sempre stata, e lo sono tutt’ora, una divoratrice di libri: non può mancare sul mio comodino il libro “della notte” quello che leggi per prendere sonno e senza quelle due pagine la sera, non puoi addormentarti. Ma non so come, quando avevo 19 anni, mi é capitato per le mani, il libro di Fabio VoloUn posto nel mondo“: semplice, lettura facile e scorrevole, nulla di impegnativo. Bene, lo dirò sempre, quel libro ha segnato l’inizio di tutto. Prima di quel momento non avevo mai viaggiato, quel libro invece mi ha fatto partire; poco dopo sono partita per la prima volta via da Trieste verso la stagione estiva a Pantelleria. Non sono più restata a Trieste per più di un anno. Mi sono diplomata in ragioneria e sono ripartita verso Londra. È un libro che porto sempre con me, in ogni città, e ammetto che ho pure il formato digitale sull’ipad. È un libro che ogni volta muove qualcosa dentro di me.
Il mio mito nel campo e massima aspirazione é sicuramente Nicola Formichetti; non posso non citare una delle sue frasi che mi toccano molto: “Credo che avere meno soldi rende più creativi”.

C.M. –  Lei è triestina, ha vissuto alcuni anni a Londra ed ora studia a Milano all’istituto Marangoni. Qual è il luogo in cui si sente a casa?

D.D. – Sono Triestina ma non sono molto legata alla mia città. Mi sono sempre definita “senza meta”. Amo viaggiare, anzi, più che viaggiare, direi scoprire posti nuovi, tutto ciò che mi é ancora sconosciuto. Non ho un posto in cui mi sento a casa sinceramente, forse proprio perche ho ancora tantissimi posti da vedere e vivere. Diciamo però che il mio cuore e la mia anima le ho lasciate a Londra, lì più che a casa è dove mi sono sentita per la prima volta me stessa e ho imparato a conoscermi realmente.

C.M. –  Come riesce a far “convivere” la sua carriera di modella con quella di stylist? Non so, ma non mi è difficile pensare che possano nascere delle discussioni quando è lei soggetto di servizio fotografico.

D.D. – Come dico sempre il mio lavoro è la stylist: è nato come sogno da bambina e negli anni, passo dopo passo, un obiettivo e un lavoro che ogni giorno sta crescendo e mi porta soddisfazioni immense. Il lavoro da modella invece… beh diciamo che se il lavoro o il cliente in questione me lo permettono, di solito sono la stylist di me stessa!

C.M. –  Di cosa è fatta la bellezza nella moda? 

D.D. – La bellezza è assolutamente soggettiva, tanto più nella moda. Quello che ho imparato da Londra e Milano é che proprio le città stesse hanno delle definizioni della parola “bellezza” diverse. Io per esempio amo trovare il bello nel brutto, nel diverso.

C.M. – Ha dichiarato : “Il 90% delle foto che pubblico sono in bianco e nero, ahimè la mia vita accetta solo questi colori” . Devo confessarle che questo suo lato “noir” mi ha incuriosito parecchio, tanto che è stato il motivo di questa intervista. Perché questo mondo in bianco e nero?

D.D. – Bella domanda, me lo sono chiesta tante volte. Premetto che non sono una fan dei film in bianco e nero o del vintage prima del colore. Non é questo il “noir” che voglio trasmettere. In realtà per quanto sia una persona solare, ottimista e sempre sorridente, dentro ho un’anima cupa e un po’ tenebrosa. Più che noir lo definirei dark. Sono un’amante dell’underground e di tutto ciò che è raw, ed é proprio questo bianco e nero, oppure colori scuri e ombrosi, che riescono a trasmettermi un emozione più intensa di ciò che é un oggetto, un paesaggio o una persona mentre la guardo, che invece il colore non riesce a trasmettermi. Di conseguenza (giuro che ci provo ogni volta) mi viene automatico per ogni lavoro che scatto o creo, immaginarlo in bianco in nero. Così cerco di trasmettere anche a chi guarda un mio lavoro questa sensazione. In questo settore credo che sia molto importante definire uno stile che poi caratterizza quello che sei e ciò che vuoi trasmettere. Mi piace quando mostro dei miei lavori e mi dicono “si sente e si vede che è tuo, parla di te, questa sei te!” , mi piace perché con in bianco e nero riesco a far venire a galla ciò che sono ,senza mai andare fuori strada.

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