Cammino di Santiago: tutto ciò che dovreste sapere prima di partire.

La sua storia dal profumo di follia e libertà, è da mesi tra gli articoli più letti. Veronica Granza Rocchetta torna graditissima ospite qui su inkblot, per rispondere ad alcune delle tante domande che ci avete fatto dopo la pubblicazione dell’articolo. ATTENZIONE: questa non è e non vuole essere una guida, ma uno stimolo per partire per quella che sarà , sicuramente, una delle esperienze più significative della vostra vita. Cammino di Santiago: tutto ciò che dovreste sapere prima di partire.  Buona lettura e continuate a farci domande qui sotto o sui social. 

1- Come si organizza la partenza per il cammino?
Credo non ci sia una vera e propria regola. Ho conosciuto chi ha preparato questo viaggio in più di un anno, allenandosi ogni giorno con zaino sulle spalle, prenotando voli mesi e mesi prima. Chi ha organizzato l’intero itinerario in ogni particolare, con tappe ben precise, ostelli dove dormire e chilometri giornalieri da fare. Chi si è affidato  a gruppi organizzati per paura di perdersi. Poi ci sono io: ho prenotato dieci giorni prima della partenza, senza fare il biglietto di ritorno, senza guardare le tappe, senza essermi allenata un giorno, senza sapere a cosa stessi andando incontro. All’aeroporto  di Pamplona ho pensato : “Bene, ed ora?”. Non credo ci sia un modo giusto o sbagliato. Sta tutto nel come si vuole affrontare questo viaggio, o di cosa abbiamo realmente bisogno. Io avevo bisogno di libertà e mi sono lasciata trascinare completamente dagli eventi sconfiggendo la paura dell’ignoto, trasformandola in curiosità. Quindi, ad oggi, quando mi chiedono. “Ma cosa devo fare per partire?” io rispondo semplicemente. “Prepara lo zaino e vai…!” Nient’altro.


2- Come deve essere la mia mochila (il mio zaino)?
Comoda e piena di tasche! Io ne ho presa una da 50 lt da Decathlon e mi sono trovata molto bene, infatti ora è la mia fedelissima compagna di viaggi, la mia Cherié. Il consiglio che posso dare è quello di prenderne una leggera e con sistema Easyfit, così da regolarla al proprio corpo. E’ importante che lo zaino sia conforme alla nostra schiena e ai nostri movimenti, se è quello giusto, le tappe saranno decisamente meno faticose. Oltre alla mochila ho preso anche un marsupio da portare sempre con me, dove poter mettere cellulare, mp3, portafoglio, fazzoletti ecc.

3- Come faccio a scegliere le scarpe giuste?

Traspiranti, comode, decisamente di un numero più grande, ma soprattutto: Mai utilizzare un paio di scarpe nuove per il cammino! Cercate di rodarle nei mesi precedenti, utilizzandole quasi tutti i giorni. Insieme ad un buon paio di scarpe, io vi consiglio anche dei calzini traspiranti e un paio di sandali da poter alternare a quelle da trekking. Per evitare le vesciche : tenere SEMPRE il piede asciutto!! Non sottovalutate questa cosa. Se il calzino è bagnato non rimettetelo, ma prendetene uno asciutto. Vi può aiutare a prevenire le vesciche lo stick compleed antivesciche o una delle tante creme in vendita. Abbiate cura dei vostri piedi.. saranno loro che vi porteranno fino a Santiago!

4- Tutti possono intraprendere il cammino di Santiago?
Assolutamente sì! Senza scusa alcuna! Tutte le volte che mi è stato detto: “Io non posso farlo!” ho risposto “Tu non VUOI farlo!”. Ho visto in cammino persone che mai avrei creduto potessero farcela. Ho conosciuto un signore partito da Lione, in Francia, che aveva una protesi alla gamba, accompagnato da sua moglie che sulle spalle aveva uno zaino più grosso di lei, per poter rendere meno difficile il cammino del marito. Ho incontrato una signora sulla sedia a rotelle che seguiva la strada per i ciclisti. Una ragazza con le stampelle. Ho conosciuto una giovane coppia che, a turno, oltre allo zaino, portavano con un marsupio la figlia malata. Un signore di 75 anni con oltre 16 kg di zaino che faceva più di 40 km al giorno solo perché, entro fine mese, sarebbe dovuto tornare a casa dal nipote. Dopo tutte queste grandi prove, come posso dire se c’è qualcuno che può o non può intraprendere il cammino.? Se si ha la volontà tutto diventa possibile, pure percorrere 800 km a piedi senza nessuna preparazione atletica! Ogni nostro limite è prettamente mentale, quindi superabile! I dolori? Si superano anche quelli…


5- Il cammino di Santiago è pericoloso?
Beh, dipende cosa s’intende per pericoloso. Il periodo sicuramente è importante, nei mesi da aprile a ottobre il cammino è decisamente più popolato, mentre in quelli invernali sulla nostra strada ci saranno molte meno persone, quindi, almeno personalmente farei più attenzione. Una delle cose più importanti è seguire meticolosamente le frecce gialle, senza farsi prendere dal proprio lato avventuriero: “Di qua c’è una scorciatoia!”. Se c’è un percorso ben definito ci sarà pur un motivo! A O ‘Cebreiro, quasi ci vietarono di partire prima dell’alba perché tra i boschi, era possibile trovare lupi o cani randagi che avrebbero reso spiacevole la nostra tappa. Personalmente mi è sempre andato tutto bene, ma un occhio di riguardo lo terrei sempre, d’altronde siamo dei comuni mortali anche in cammino!


6- Posso intraprendere il cammino con i miei bambini?
Assolutamente sì! Durante il mio viaggio ho incontrato moltissimi genitori con bambini e personalmente l’ho trovata una cosa bellissima. Parlando con loro ho capito quanto legasse quell’esperienza. Facevano molti meno chilometri al giorno e in molto più tempo, ma non si fermavano mai. Qualche bambino a volte si annoiava durante il tragitto ed era buffo vederli trascinare i piedi, ma bastava dir loro che avrebbero alloggiato in un ostello con piscina per fargli tornare la voglia di proseguire. Credo sia un’esperienza da provare e per cominciare consiglierei una tratta breve e un po’ di allenamento insieme,prima di decidere.


7- Posso portarci il mio cane?
Certamente! Ma con molti più accorgimenti! Sicuramente dipende molto dal periodo. Nei momenti meno affollati, il più degli ostelli accettano di farlo dormire insieme a noi, ma nei periodi da aprile a ottobre non tutti, purtroppo, accettano il nostro amico a quattro zampe. In qualche albergue , danno la possibilità al nostro fedele compagno, di dormire fuori in giardino, mentre noi alloggeremo nelle camerate. Durante le varie tappe, evitate le ore di punta, soffrirà il caldo e rischierà di scottarsi le zampine, ricordate di portare una riserva d’acqua anche per lui e fermatevi spesso, il riposo è la miglior cura.

8- Com’è il livello di pulizia degli albergue? E’ vero che ci sono le cimici?
Anche per questo punto direi: dipende da dove decidiamo di fermarci. Personalmente non ho trovato le cimici, ma ho avuto dei compagni di viaggio che hanno avuto questa sgradita esperienza, purtroppo! Tutto sta nella pulizia degli ostelli. Io ho sempre evitato le grosse città e prediligevo gli albergue donativi nei piccoli paesi e devo dire che mi è sempre andata molto bene. Con molti meno posti gli “hospitalieri” cercavano di tenere il tutto molto pulito e ho quasi sempre trovato, attaccato all’ingresso, il foglio che attestava che era stata fatta una disinfestazione qualche settimana prima. Un consiglio che posso dare è quello di avere sempre con sé lo spray anti-cimici, una bella spruzzata al materasso e zaino per andare sul sicuro!


9- Credi che ci si possa innamorare sulla strada per Santiago?
Ho letto e riletto questa domanda per giorni, credevo fosse la più semplice a cui rispondere, invece è l’unica che mi ha lasciato senza parole inondandomi di altre mille domande. D’istinto ho pensato ‘Come si può non amare in cammino?’, in quegli ottocento chilometri è presente amore in ogni angolo. Giorno dopo giorno si incontrano persone che, vuoi o non vuoi, ti lasciano qualcosa dentro. Non ha importanza che siano lontani anni luce dal tuo io, hanno cominciato a camminare sul tuo sentiero e son lì perché devono lasciarti qualcosa. Non ha importanza se hai camminato insieme per una sola ora o un giorno, se per caso avete cenato insieme una sera, o magari ci hai solamente scambiato uno sguardo, di quelli intensi. Sono lì, un caso non lo è mai. Ma prima di vedere ciò che c’è intorno, viene spontaneo spogliarsi di ogni debolezza, di ogni fragilità e paura. Così diventiamo recettivi, aperti al mondo. Di colpo cambia la nostra luce, il sorriso e mostriamo al mondo ciò che siamo realmente, senza maschere né pregiudizi. Ed è proprio allora che ci si innamora per la prima volta in cammino, di noi stessi. Per questo che credo sia così facile innamorarsi sulla strada per Santiago. Lì non c’è la paura di amare e di mostrarsi, non esistono barriere o mille dubbi che distruggono una cosa bella come l’amore, ci sono solo cose semplici, come guardarsi, sorridersi e innamorarsi, senza la paura di perdere, ma solo la voglia di trovarsi.

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