Charlie Countryman deve morire di Fredrik Bond. Un amore pericoloso a Bucarest

Sei disposto a morire per l’amore di una sconosciuta ? Se ti sei già posto questa domanda, molto probabilmente è già troppo tardi.  Il film di Fredrik Bond , Charlie Coutryman deve morire (2013) , è stato presentato in anteprima all’edizione del 2013 del Sundace Film Festival e giunto successivamente in Europa in concorso al Festival Internazionale di Berlino. Seppur a diverse longitudini, l’accoglienza è stata  la stessa : fischi in sala e recensioni negative. L’accusa più ricorrente per Bond  (e forse più tenera…) è quella di aver “confezionato” non un film, ma un lungo videoclip. Eppure … avrà tanti difetti, qualcuno lo analizzeremo insieme, ma a me non è dispiaciuto. L’incipit è di quelli già visti e rivisti, ma sempre funzionante. Un flashback narrato, la voce fuoricampo di un cattivo sommersa dal fragoroso rumore di una cascata, un giovane in fin di vita , irriconoscibile per le percosse subite. Poi la storia si riavvolge , ci ritroviamo al capezzale di una donna in coma ( sapremo che morirà  per eutanasia), partecipi del dolore di un figlio come tanti, il Charlie Coutryman del titolo. A vestire i panni “stropicciati” di Charlie è un Shia LaBeuf credibile in ogni situazione, che sia drammatica, romantica o sotto gli effetti dell’ecstasy, un’interpretazione che da sola, giustifica la visione del film. La sceneggiatura solida ha un ritmo concitato, pur rischiando più volte di cascare, per il taglio favolistico che la trama ha,  ed ecco che ci ritroviamo catapultati da Chicago alla pittoresca Bucarest, per una promessa fatta. Durante il viaggio in aereo, Charlie incontrerà un vicino di posto invadente ma con cui allaccerà presto un rapporto di reciproca simpatia, tanto da scambiarsi confidenze personali come se fossero amici di lunga data. Il loquace signore morirà addormentandosi sulla spalla di Charlie… eppure ha ancora qualcosa di “dirgli”, gli chiederà di consegnare a sua figlia il buffo cappello-souvenir del suo soggiorno a stelle e strisce. Sarà l’inizio della fine. Cosa succede in quegli istanti? Fiumi e fiumi di parole sono state spese, in tutte le forme artistiche possibili. L’espressione : Colpo di fulmine , resta la più appropriataCharlie riesce a consegnare il cappello a Gabi (Evan Rachel Wood,troppo algida per un personaggio così passionale) e scocca quella benedetta scintilla che costringerà il protagonista a cercarla per tutta Bucarest, tra concerti di musica classica, ristoranti di classe e tutti gli stereotipi che possiate avere immaginandovi la capitale rumena senza esserci mai andati. Peccato che Gabi  sia la ex moglie di Nigel (Madds Mikkelsen superlativo come al solito nel ruolo del cattivo) un boss della mafia locale che non prenderà di buon occhio il corteggiamento del ragazzo.Poi c’è anche un video compromettente da recuperare… Ottima la fotografia, alcune scene sono piccoli capolavori per gli occhi. A Fredrik Bond va dato il merito di aver saputo ben orientarsi nei vari registri che il film ha, spaziando dal sentimentale, al thriller più crudo, dal film d’azione al film brillante. Da segnalare la buona prova di Rupert Grint, il rosso maghetto di Harry Potter, che riesce a caratterizzare il suo personaggio pur non avendo molte battute. Il finale è poco coraggioso e molto prevedibile, peccato. Non un capolavoro, ma non è che ce ne siano tanti in giro…

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