“Dylan Dog cambia come l’orrore intorno a lui” Intervista a Mino Mangia

dylan-dog-30-anni InkblotUn’amicizia lunga trent’anni, di quelle belle, da raccontare. Eppure non è stato così facile all’inizio. A un bambino di nove anni, tutto quel sangue, può turbare il sonno di molte notti.  “Ero terrorizzato. Quell’incontro ha decisamente condizionato la vita, niente è più stato come prima”. L’occasione dei festeggiamenti per il trentennale della vita editoriale di Dylan Dog, è ghiotta per proporvi l’intervista ad un caro amico dell’investigatore dell’incubo e che i tanti fans, italiani e Mino Mangia - Inkblot #DYDAYno, conoscono bene : Mino . “Un giorno presi coraggio e mi misi a  leggere. Era” il Ritorno del mostro”, il n.8 e da lì non ho più smesso, anche ora che di anni ne ho 36.  La mia passione si è evoluta alla ricerca di storie inedite, articoli di giornale, cataloghi,  locandine di mostre e tanti altro materiale da collezione.” 

Tutto è iniziato così, buona lettura!

Candido Marinelli : – Chi è Dylan Dog? Facciamo finta che tu debba presentarlo a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, è possibile riassumere i trent’anni di vita di questa serie in poche parole?
Mino : – Dylan è l’indagatore dell’incubo. Assomiglia vagamente a Rupert Everett, vive a Londra, ha un maggiolino bianco Volkswagen targato DYD666, ex alcolista, ex fumatore (al contrario del suo ideatore Dylan Dog - Mino Mangia - InkblotTiziano Sclavi) ex Poliziotto di Scotland Yard, vegetariano convinto. Ha un assistente che assomiglia a Groucho Marx che fuma il sigaro e fa battute che fanno ridere, ma non a Dylan. Ama gli animali, ma soprattutto AMA le Donne! Suona il clarinetto. O meglio suona la sola melodia che conosce “ il Trillo del Diavolo” , costruisce il modellino di un Galeone che non  finirà mai …Ah, dimenticavo la sua parcella, costa 100 sterline e il campanello di casa non fa il solito “dlin dlon”, ma urla. Uno dei suo migliori amici è l’ormai ex L’ispettore Bloch, da poco in pensione. Riassumere trent’anni di Dylan Dog, in poche parole non credo sia impossibile. Ci sarebbero da scrivere mille e mille pagine per un fumetto dato per morto nella prima settimana dalla messa in vendita nelle edicole, diventando il secondo fumetto di casa Bonelli più venduto dopo Tex degli anni 90! Dylan ha mille sfaccettature: è un personaggio poliedrico che si presta a tantissimi scenari che vanno dal dolore fisico, all’orrore, quello vero, quello che viviamo noi tutti i giorni, ai vampiri, a quel dolore che alla fine porta alla pazzia. Lungo il percorso della vita editoriale, disseminati negli albi, ci sono sparsi dei frammenti di memoria di Dylan: da Morgana a Xabaras, da Mater Morbi a John Ghost, non dimenticando i suoi tanti amori, il galeone, un gatto chiamato Cagliostro, che pian piano creano un puzzle fantastico, ma lo lascio scoprire a chi lo vorrà leggerne di più.

Mino Mangia - InkblotC.M. : – Mater Dolorosa. Cosa rappresenta per un appassionato come te e che idea ti sei fatto sul futuro di Dylan?
M.M. : – Mater Dolorosa rappresenta il compimento dei trent’anni, una meta importante per un fumetto in generale. Credo che artisticamente Mater Dolorosa sia al di sopra di ogni aspettativa, è un’opera che va al di là del disegno stesso, è arte ma Arte con la A maiuscola!
E aggiungo che Gigi Cavenago è un mostro di bravura. La Storia purtroppo non la reputo tale, non mi convince. Sul futuro si sanno poche cose, in un conferenza Roberto Recchioni ha accennato che Tiziano Sclavi tornerà a scrivere per una serie chiamata “le storie di Dylan Dog”.

C.M. : – Davvero riesci ad avere paura di un disegno? Eppure il fumetto non è il cinema: l’orrore è dentro di noi?
Mino Mangia - InkblotM. : – Si, assolutamente. Credo che nella mia mente, l’immagine della siringa o la lingua strappata dalla mano di Mana Cerace (albo n.34) o le varie decapitazioni e smembramenti dell’albo “il male”, solo per citarne alcuni, non si potranno mai cancellare! Si, si può avere paura anche della carta perché l’immagine che stai osservando, si stampa nella tua mente! Ed è li che ti si concretizza la paura.Ora Dylan tratta un orrore diverso, un orrore che si può vivere ogni giorno. In un albo di ultima pubblicazione che si intitola “ la macchina umana”(albo n.356) si tratta l’argomento del lavoro, quello che si è costretti a fare, un lavoro che non rende liberi ma schiavi. Dylan cambia perché l’orrore che ci circonda è cambiato con lui.

Mino Mangia InkblotC.M. : – Ok, molto probabilmente non leggerà mai questa intervista, ma ti prego la massima sincerità. C’è qualcosa che vorresti dire a Roberto Recchioni (curatore di Dylan Dog)? In fondo avete a cuore le avventure di un comune, caro, amico.
M. : – Gli auguro un buon lavoro. Spero di leggere sempre storie sempre più belle, le ultime 4/5 non erano male! Ah, spero solo che un giorno possa avere un rapporto “pacifico” con quelli che non la pensano come lui.

C.M. : -Ringraziandoti per la disponibilità, chiudo quest’intervista con una domanda che i lettori di Inkblot.it , conoscono bene. Gli albi di Dylan Dog sono pieni di citazioni, che spaziano dalla letteratura, al cinema, fino alla musica. Potendo scegliere un libro, un film ed una canzone che hai più a cuore, quale sarebbe la tua risposta. Perché?
Mino Mangia InkblotM.: – Il libro da leggere sarebbero due: il primo è “ Dellamorte Dellamore” di Tiziano Sclavi ed il secondo “Indocili Sentimenti Arcane Paure” un discorso tra due grandi menti Sclavi e Umberto Eco. Il perché di questi due libri sono tanti.Il primo libro mi fa pensare a quel Dylan Dog in fase embrionale nella mente di Tiziano, quindi si lega alla mia passione per questo personaggio.
Il secondo libro è legato alla mia fase più adulta, è un libro tosto che spazia dalla filosofia al cinema, fino al fumetto. Un concentrato di due grandi menti del ‘900. La canzone Iron Maiden “ Fear of the dark” perché del buio abbiamo paura tutti!
Film “ Frankenstein Junior” adoro la comicità di Mel Brooks, lo trovo un film geniale e in pochi sanno che la prima spalla scelta per Dylan dog fu Martin Feldman (Igor), poi fu successivamente scelto Groucho.

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