Fottuto foglio bianco. I miei cinque metodi per superare il blocco dello scrittore.

Inkblot - Blocco dello scrittore“Sentivo  la gola  stringermi, come se le parole appena pronunciate, avessero lasciato un solco. Il mento incominciò a tremare e nascosi i miei occhi al suo sguardo, vergognandomi del loro essere diventati umidi.  Come diavolo mi era venuta in testa l’idea di svelarle ciò che  da tempo mi pesava nel cuore? Aveva ascoltato ogni mia parola , tenendo i suoi occhi da bimba su di me ed ora aspettavo la sua risata infantile a punire il mio essermi spinto troppo tanto lontano. Ma lei non rise.”

Fermi tutti! Come non rise? Ed ora? Vi è mai capitato di rimanere impantanati  nel  foglio bianco ? La vostra storia sembra giunta ad un  punto morto, tenere in mano la penna vi procura ansia e i giorni si susseguono senza riuscire a trovare una soluzione. Quelli bravi, definiscono questa spiacevole sensazione : blocco dello scrittore. Certo, prima bisogna esserlo scrittore. Sono giorni strani questi, la penna mi pesa, colgo l’occasione per  chiedere scusa se in questa settimana non sono riuscito a realizzare nuovi post. Questi sono iInkblot- Blocco dello scrittore miei cinque metodi per cercare di superare il blocco. Attenzione! Non sto dicendo che siano infallibili, ma con me hanno spesso funzionato. Siete abbastanza disperati da ascoltare uno scribacchino come me? Provare non costa nulla.

1. Leggere

Leggere molto per poter scrivere molto. Niente scuse. Qualunque sia loBlocco dello scrittore - Inkblot scopo della tua scrittura, non  puoi improvvisare. Leggere per imparare il mestiere è riduttivo, goditi la lettura per quella che è: una goduria pazzesca! Non mi credi? Chiedimi di consigliarti un libro.  Anche il tempo perso sulla rete, se ben indirizzato, può essere un toccasana.  Nei giorni scorsi mi è capitato di leggere un post di una blogger che adoro, Manuela Vitulli (vi ho già parlato di lei, ma non mi stancherò di consigliarvela, quindi fatevene una ragione). In bianco e nero, non è uno dei suoi soliti post di viaggio sognanti, ma è una favola, una fiaba sincera, un dipinto dai colori tenui. Un piccolo capolavoro che vi confermerà quanto sia evocativa la parola scritta.

2. Correre

Inkblot - Blocco dello scrittoreTutti giù dalla branda, forza pigroni. Incominciate a correre, restatemi in scia, la vostra penna vi ringrazierà. Le storie più belle, gli articoli che più hanno avuto consensi favorevoli, i miei scritti a cui sono più legato, sono nati così. Di corsa. Come se avessi bisogno di sfidare le mie idee in una prova fisica e non solo celebrale. Ok, sarò indulgente con voi, accetterò anche le vostre passeggiate. L’importante è uscire dal pantano in cui vi siete ficcati, al più presto.

3. Andare al bar

Aspettate, aspettate. Allontanatevi dal bancone. Bere non è lainkblot - blocco dello scrittore soluzione a tutto. O quasi. Non è questo il mio consiglio, abbassate i bicchieri. Quale miglior posto del bar per andare alla ricerca di storie interessati? Origliate, spiate, entrate nelle vite altrui, rivoluzionandole con la vostra penna . Il bar è uno spaccato omogeneo della nostra società. Anziani, bambini, bugiardi, lavoratori, artisti, megalomani, nani e ballerine, vi aspettano per un caffè. Cosa state aspettando? Non dimenticatevi il moleskine.

4. Innescare una bomba

inkblot - blocco dello scrittoreE se quella stronza di cui vi ho parlato poco fa avesse riso? Si, fidatevi, era una stronza. Ma se avesse riso, tutta l’idea di trama che ho avuto per il mio racconto, sarebbe crollata come un castello di carte. Eppure spesso bisogna stravolgere la bozza d’idea iniziale,  innescare una bomba nel vostri scritti e mettersi comodi a vedere cosa succede. Senza pietà, freddi come un killer di professione. Ricordate la regola fondamentale : arrivare al punto finale. Bomba o non bomba, i vostri mezzi scritti non vi serviranno a nulla.

5. Scrivere sul vostro blog

E già, ecco il motivo di questo post. Vi sentite sfruttati o presi in giro?Inkblot - Blocco dello scrittore Chiedo scusa, ma ne avevo bisogno. Spero, comunque, che i miei consigli possano esservi d’aiuto. Nei momenti più critici, quando proprio le parole non vogliono venire, c’è un aneddoto su James Joyce che mi fa sempre sorridere. Un amico gli chiese : “Quante parole hai scritto oggi?” E Joyce : “Sette”  ” Sette ? Ma Joyce … è ottimo. Almeno per te!”  “Si – avrebbe risposto Joyce – Suppongo di si… ma non so in che ordine vanno!”  Ma parliamo di Joyce, per noi scribacchini è diverso. Cosa ne pensate ? Fatemi sapere i vostri metodi nei commenti, sarà utile ed interessante parlarne.

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