I Sonnambuli di Paul Grossman. La notte più lunga di Berlino

I Sonnambuli - InkblotNon ho scelto, come al solito, la lettura di questo libro. Non conoscevo l’autore,tal Paul Grossman. Non ho letto l’incipit e i ringraziamenti finali, come amo fare  prima dei ogni acquisto. Non mi è stato consigliato , come ora sto facendo con voi.  I Sonnambuli di Grossman (TimeCrime – 2012) , l’ho acquistato per colpa, o merito, della  sua copertina raffigurante la  grandiosa Porta di Brandeburgo . Un colpo di fulmine condizionato dal mio desiderio di visitare la città di Berlino.Vi ho già spiegato, in un post dei mesi scorsi, quanto adori programmare i miei viaggi partendo dai romanzi letti. Ed è così, per caso,che mi sono ritrovato all’inaugurazione della casa di Fritz, commilitone e grande amico del Herr Ispektor-Detektiv Willi Kraus, il più celebre dei detective della Kriminal Polizei. C’erano anche la divina Marlene Dietrich e altre figure di spicco del mondo culturale e politico della Berlino dell’epoca.Siamo nel novembre del 1932, l’argomento di discussione della serata,  non può che essere l’ascesa del partito nazista. “Vi assicuro che , di qui ad un anno, non lo ricorderete nemmeno, il nome di Hitler“. Così rassicurava gli ospiti, il generale Kurt von Schleicher. Tra accurata ricostruzione storica  e finzione, l’americano PaulI Sonnambuli - Inkblot  Grossman, costruisce un giallo che appassiona e che riesce a catapultare il lettore in una Berlino sull’orlo del baratro.  Si crea da subito empatia tra il protagonista Will Kraus e il lettore. L’indagine, scaturita dal ritrovamento sulle rive dello Sprea, del cadavere di una ragazza con le gambe menomate da un intervento chirurgico (i peroni girati al contrario), si fonde con la vita personale di Will, ebreo ed eroe di guerra, che si troverà a combattere per la propria incolumità e quella della sua famiglia. La “Sirena” sarà solo la prima delle giovani donne scomparse misteriosamente . Come se tutta la città fosse ipnotizzata , molti personaggi fanno finta di non vedere. Fermi, immobili, incuranti di quello che sta per accadere. L’ indagine di Kraus porterà alla luce l’orrore ad opera del Terzo Raich e  vien voglia che il finale del romanzo sia diverso da quello che abbiamo studiato sui libri di storia. Una penna asciutta quella di Grossman, senza fronzoli, che non si risparmia nelle descrizione di una città dal fascino unico come Berlino. Una lettura , non solo d’intrattenimento, che vi consiglio. Fatemi sapere cosa ne pensate.

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