Il colore del vetro di Francesco Caringella. Lo strano gioco del destino.

Il colore del vetro - Inkblot Esiste il destino? Siamo davvero artefici del nostro futuro o siamo solo attori di un copione già scritto? Chissà poi da chi, verrebbe da aggiungere. Nel suo breve romanzo d’esordio, Il colore del vetro (2012 – Robin Edizioni) , il noto magistrato e autore di manuali forensi, Francesco Caringella, gioca con il destino di due giovani uomini. Maurizio, emigrato a Milano dove lavora come giudice penale nel Tribunale, orgoglioso delle sue origini pugliesi, è chiamato Cristo, per il volto scavato e la folta barba scura. Nicola, un ragazzone lucano Il colore del vetro - Inkblotdall’aspetto bonario, una “buona forchetta” che il fisico non smentisce, di lui si sa che è uno stimato pubblico ministero, in servizio a La Spezia. I due si sono incontrati anni fa,in occasione delle prove scritte del concorso per l’accesso in magistratura. Maurizio, preso dal panico, stava per mandare all’aria anni di studio e sacrifici, consegnando la sua prova incompleta. La mente gli si annebbiò proprio all’ultima domanda:  “– è possibile rispondere di tentato omicidio a titolo di colpa?” Fu Nicola a costringerlo a rimanere seduto, sussurrandogli quelle parole che avrebbero risuonato nella testa di Maurizio per tutta la vita: “– stai tranquillo, il tentativo colposo non è mai possibile; giurisprudenza costante.”  Poi le loro vite hanno intrapreso binari distanti e dopo dieci anni dall’accaduto, ci ritroviamo a seguire la narrazione di due uomini come tanti, alle prese con le vicissitudini della vita, ma legati il colore del vetro - Inkblottra loro da un destino beffardo. Un processo per rapina a mano armata farà rincontrare i due uomini, in quel inseguimento tra verità e menzogna che della vita è metafora, perché, in fondo, tutto è frutto del colore del vetro attraverso cui si guarda. Un romanzo che ha pregi e difetti, quello dell’autore pugliese, ma che, con convinzione, riteniamo una lettura da consigliare. La narrazione ha il giusto ritmo, serena, rassicurante, nei primi capitoli. Poi la tensione sale, facendo luce sui chiaroscuri della vita dei due protagonisti, regalando l’inaspettato finale che ripaga di qualche forzatura. La descrizione degli usi e costumi di una sera qualunque, tra le vie di Bari Vecchia, è trita e ritrita, quasi offensiva. Anche nei momenti in cui l’autore ha voluto mostrare la sua vena ironica, come nella descrizione della festa privata dei sessantenni colleghi della compagna di Mauil colore del vetro - Inkblotrizio, risulta poco brillante e non strappa un sorriso neanche a pagarlo. Tutti aspetti che l’autore ha saputo smorzare nei suoi successivi lavori e che fanno del celebre fondatore di uno dei corsi di preparazione ad esami pubblici e concorsi in magistratura più apprezzati in Italia, uno degli autori più credibili del genere legal thriller italico, evitando di scimmiottare gli scrittori americani. Di certo, Francesco Caringella è uno che non si annoia.

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