“Il Dojo è casa mia, dopo anni di tutù.” Intervista alla karateka Federica Signorino Gelo.

Tutta colpa di un fratello insistente. O magari era già scritto nelle suo destino, aveva solo bisogno della giusta spinta. Eppure se ci fosse stata  l’insistenza di un fratello maggiore, ora molto probabilmente vi staremmo raccontando la storia di una ballerina di danza classica. Occhi azzurri, sorriso contagioso e parlantina schietta, Federica Signorino Gelo al tutù e alle scarpette da punta ha preferito il karategi, agli esercizi alla sbarra, la disciplina del dojo e in quest’intervista ci racconta tutta la sua passione e l’orgoglio di far parte di questa famiglia. Buona lettura! (foto in copertina : Luigi Casá)

Candido Marinelli : -Ciao Federica, grazie per aver accettato il nostro invito. Per prima cosa, ci racconteresti come è nata la tua passione per il karate? Quali sono gli aspetti che ti hanno affascinato sin dall’inizio?
Federica Signorino Gelo: -La mia passione per il karate Kyokushinkai é nata per gioco. Dopo aver praticato 8 lunghi anni di danza contemporanea e classica ,un giorno mio fratello (anche lui karateka da ben 10 anni) mi trascina con se, dicendomi di provare almeno una lezione. Da allora la mia vita è cambiata e non sono più riuscita a fare a meno di praticare le arti marziali. L’aspetto che mi ha affascinato sin dall’inizio, è stata la semplicità con cui il nostro maestro Andrea Caramanno (chiamato in giapponese Senpai) ci ha insegnato il rispetto verso gli altri, a mettere da parte il proprio ego, l’ arroganza, la vanità e cercare la complicità piuttosto che la competizione.

foto di Luigi Casá

C.M.: – Puoi descriverci l’atmosfera e lo “spirito marziale” che si vive in palestra? Com’è il rapporto con il tuo maestro e i tuoi compagni di allenamento?
F.S.G. : – Al dojo ci vado non per fare esercizio fisico ma per formarmi caratterialmente e temperare lo spirito combattivo, che risiede in ognuno di noi. Noi praticanti di Kyokushinkai, ci alleniamo per lottare nella vita di tutti i giorni e non per passare tempo. Il dojo è la nostra casa, viene pulito con cura e dedizione, insieme o a turni, da noi allievi insieme al nostro Senpai. Non usiamo vestiti di marca, ci alleniamo con un semplice karategi. Da questi piccoli aspetti, si può evincere l’essenza dello spirito marziale. La complicità che si crea con i miei compagni e con il mio maestro è una sensazione bellissima, ti fa sentire grande ed è fondamentale nei momenti di sconforto.

C.M. : – Quali soddisfazioni provi, nonostante la fatica e la durezza degli allenamenti?
F.S.G. : – La fatica, la stanchezza che accumulo durante le ore di allenamento, sono state ripagate con piccoli e grandi riconoscimenti nel corso degli anni. Ho partecipato a diverse gare nazionali, internazionali, a diversi stage formativi, ed ho affrontato diversi esami nella mia pure breve carriera (tutto ciò diretto dal grandissimo maestro giapponese Shihan Wakiuchi, allievo di Sosae MAS Oyama, fondatore del kyokushinkai).

C.M. : – Secondo te, c’è un’attitudine a considerare le donne atlete di serie B? Nel tuo sport, una campionessa come Sara Cardin, è più nota per la sua bellezza e le foto patinate, che per i titoli mondiali ottenuti.
F.S.G. :- Sara Cardin é senza dubbio una ragazza in gamba, fa valere la sua personalità, tirando fuori tutta la grinta come solo una donna sa fare (sorride). Credo che sia da prendere ad esempio, per far capire alle ragazze e alle donne di oggi, che, nella vita non c’e solo la bellezza, l’aspetto fisico e il giudizio altrui. Nella vita bisogna avere degli obbiettivi e lei ha dimostrato la sua tenacia mettendosi in gioco nei diversi europei e mondiali di arti marziali, divenendone campionessa di kumite. Non so come può sembrare dall’esterno, ma vi assicuro che sul dojo non si fanno distinzioni di sesso, in competizione non si guarda in faccia a nessuno.

C.M. :- Grazie per la disponibilità e auguri per la tua carriera da karateka. Ma Federica Signorino Gelo dove vuole arrivare? Qual è il tuo sogno più grande?
F.S.G.: – Il mio sogno più grande è quello di riuscire ad avere la possibilità di continuare a praticare questa meravigliosa disciplina. Sogno di avere un giorno un dojo tutto mio e di riuscire a trasmettere alle generazioni future tutto quello che hanno trasmesso a me: Testa, cuore e spirito! Ci riuscirò? Chi lo sa! Nel frattempo mi dedico, attimo dopo attimo, al perfezionamento personale, mi gusto il sudore, la fatica, la stanchezza con cui lotto ogni giorno, sapendo che tutto ciò farà parte di me… per SEMPRE.

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