“Il gioco del suicidio” di Victor Gischler. Tutti pazzi per Joe DiMaggio.

Poche storie. Victor Gischer è una garanzia. Non a caso può vantare la stima di mostri sacri come Joe R. Lansdale e Don Winslow che, senza giri di parole, hanno dichiarato che “è capace di prendere la scrittura e portarla a danzare sull’orlo dell’abisso” e che “Gischler ha la scrittura nel sangue e schiaccia l’acceleratore della prosa americana a tavoletta“. Il gioco del suicidio (2014 – Edizioni BD) è una corsa a perdifiato che, se letto sotto l’ombrellone, vi farà guardare con diffidenza sia il venditore di cocco che il bambino con il suo secchiello. L’incipit è meno scoppiettante del solito (nel vero senso della parola, vedi Sinfonia di piombo) ma non per questo meno seducente. Catapultati in una New York che non esiste più, attraverso gli occhi del giovane Teddy Folger, ci ritroviamo sul set di “Quando la moglie è in vacanza” . Qui, vinta la sua timidezza, il piccolo riuscirà a farsi firmare una figurina da tre icone assolute di quei tempi : Joe DiMaggio, Marilyn Monroe e Billy Wilder. Di sicuro Teddy non immaginava che quel pezzo di carta insignificante un giorno avrebbe attirato le attenzioni di ninja assetati di sangue, assicuratori con un passato nella CIA e collezionisti disposti a tutto… In questa carovana di personaggi al limite, sguazza l’antieroe Conner Samson, un cavaliere romantico dei nostri tempi, nullatenente, ex atleta, scommettitore incallito ed uno spiccato talento nel cacciarsi nei guai.  Un romanzo che è intrattenimento puro, una narrazione che non cala di tono, pur spaziando dagli scontri a fuoco alle situazione più romantiche. Piacevolmente pulp, con sfumature degne di note noir, questo romanzo non può mancare nella libreria degli appassionati della letteratura action-thriller. La penna di Gisheler ironizza anche sul suo mondo. Tra gli episodi più divertenti c’è la visita del protagonista ad una fiera di fumetti. Noto sceneggiatore della Marvel ComicsPunisher e Deadpool le sue creature più illustri, Victor tratteggia un ritratto esilarante dei “nerd”, senza rimarcare schemi già visti. Che altro aggiungere? Un “gioco” consigliatissimo. Altro che Blue Whale… 

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