In vacanza in Puglia, nei luoghi del commissario Lolita.Intervista alla scrittrice Gabriella Genisi

Gabriella Genisi - InkblotConfesso di averci pensato su a lungo. Ho scritto e riscritto questo articolo un paio di volte, rimescolando sensazioni e profumi che hanno il sapore della mia terra. Alla fine ho optato per le parole di un vecchio amico, distante chilometri dai luoghi del commissario Lolita Lobosco e dalla penna della sua autrice : Gabriella Genisi. “Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare.” A parlare per bocca di Pepe Carvalho , uno degli eroi a cui devo l’amore per la letteratura, è Manuel Vàzquez Montalbàn. Non troverete parole migliori dell’autore catalano per descrivere l’indole e il cuore delle avventure di Lolita Lobosco, ammaliatrice non per quello che fa, ma per come lo fa. Pensate che sia semplice? Intervista a Gabriella Genisi, buona lettura!

Candido Marinelli“Spaghetti all’assassina” (Ed. Sonzogno) è sugli scaffali delle librerie da poche settimane, ma è già un successo di critica e pubblico. Confesso di aver perso anch’io la testa per “la commissaria” Spaghetti all'Assassina - Inkblot Lolita Lobosco , anche se ho avuto modo di conoscerla, per caso, solo lo scorso anno con “Gioco pericoloso”. In un panorama editoriale sovraffollato di commissari affascinanti e buongustai, credo che Lolita Lobosco al suo quinto capitolo, abbia la maturità e l’esigenza di liberarsi dall’etichetta di “Montalbano in gonnella”, non crede?
Gabriella Genisi : …ma anche no, perché senza il Commissario Montalbano, Lolita non l’avrei neppure pensata. Lei nasce sull’ onda emotiva delle mie letture “camilleriane” e sentirla definire così non può che farmi piacere. Di recente all’Università di Malaga, in un importante convegno sull’Opera “Camilleriana” sì è parlato anche del Commissario Lobosco in riferimento al nostro Salvo nazionale.

C.M. : – Isaac B. Singer, premio Nobel per la letteratura, affermò: Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale. Il successo di Lolita Lobosco, le traduzioni all’estero, l’hanno inevitabilmente resa ambasciatrice della nostra Puglia in Italia e nel Mondo. Eppure la Puglia dei suo scritti va oltre quella raccontata sulle
riviste patinate e negli spot turistici. Crede che sia una responsabilità?

G.G. : – Un po’ lo è, sì. Perché molti lettori scelgono di programmare le vacanze in Puglia dopo aver letto la serie del Commissario Lolita, in cerca degli scenari, dei luoghi e soprattutto dei sapori descritti nelle pagine,  il rischio che possano restare delusi talvolta c’è. Per questo cerco sempre di essere obiettiva nel descrivere luci e ombre di questa mia terra dolceamara e bellissima.

C.M. : – Nei suo romanzi, il linguaggio parlato e quello scritto, convivono non stonando nell’armonia che un romanzo deve possedere per essere considerato tale. Quanto è frutto di una struttura imposta nella prima stesura del romanzo e quanto invece è frutto dell’inventiva del momento?
G.G: – Nei miei libri non c’è mai nulla di costruito, né nel linguaggio, né nella trama. Parto da un’idea iniziale, da una suggestione, da un piatto tipico come per l’ultimo libro, Spaghetti all’Assassina appunto, e poi comincio a tessere la mia tela. Come un ragno paziente, o come una donna del Sud, quale io sono.

C.M. : – Mi vengono in mente il “nostro” Montalbano, Pepe Carvalho , ma anche uno dei capostipiti del genere , Sherlock Holmes, ma ne potrei citare altri. Tre investigatori di altrettanti differenti scrittori per stile e bagaglio culturale, che hanno riflettuto le situazioni politiche ed economiche del loro tempo. Per le stesse ragioni, Lolita Lobosco può essere accostata a questi tre personaggi? Poi loro sono uomini, il punto di vista di Lolita sarà per natura differente...
G.G. : – Per la passionalità, la mediterraneità, l’amore per la cucina, direi che l’accostamento è congeniale con i primi due, infatti entrambi entrano nelle storie che racconto attraverso dei crossover letterari. Holmes si muove in tempi e territori troppo distanti dalla mia Lolita.

C.M. : – Nel magico scenario di Polignano a mare, l’otto luglio, torna uno dei Festival letterari più famosi del Sud Italia : Il Libro Possibile. Lei, oltre ad essere stata negli anni autrice ospite e ad esserlo ancora in questa edizione, ne è stata organizzatrice. Nel mercato editoriale italiano, che ruolo hanno oggi i Festival e i Premi letterari?
G.G. : – Tutto quello che pone libri e lettori al centro dell’attenzione fa bene a questo nostro tempo un po’ troppo distratto e sospeso tra troppa connessione e poca attenzione alla cultura. Ben vengano queste manifestazioni, per quanto mi riguarda ho un ricordo meraviglioso dell’esperienza fatta come organizzatrice durante otto edizioni al Libro possibile. Ci vediamo lì tra pochi giorni.

C.M. : – Ringraziandola ancora per la disponibilità dimostrata, a nome dei lettori di Inkblot, ho ancora una domanda per lei. I lettori di questo blog, ormai sanno che è una gradita prassi. Mi piacerebbe sapere il suo libro preferito, la sua canzone e magari anche il suo film. A queste latitudini crediamo che sia il miglior modo per descriversi. Grazie ancora, ci vediamo al Festival del Libro Possibile.
G.G. : – Grazie a voi per le domande e l’attenzione che mi dedicate, dunque per quanto riguarda il libro direi Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll, la canzone Neanche un minuto di non amore di Lucio Battisti perché corrisponde al mio stato mentale e come film Il postino di Massimo Troisi, tratto dal libro di Skarmeta. Struggenza, paradiso e poesia.

 

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