Jüdisches Museum Berlin. “Tra le righe”

Jüdisches Museum Berlin

10 Marzo 2015

Non puoi non farci caso.  Sembra quasi urlare, messa a confronto con la struttura barocca che le sta accanto. Dall’esterno sembra che non abbia finestre. La struttura “Tra le righe” rivestita in zinco, ideata dall’architetto statunitense di chiare origini polacche Daniel Libeskind , risplende, complice il sole inatteso di questa giornata di marzo. Non puoi non vederla. Pensata come una Stella di David disarticolata, il Jüdisches Museum fu realizzato prima della caduta del muro, trasformando l’edificio barocco come suo ingresso. Pur essendo collegate tra loro attraverso una scala interna, le due strutture restano autonome, quasi contrastanti. Non puoi non sentirti disorientato all’interno. Una scala sotterranea ti conduce sotto le fondamenta della struttura barocca. Da qui partono tre corridoi, non a caso, tre percorsi. L’Asse dell’Olocausto , con i nomiInkblot dei campi di concentramento, conduce alla Torre esterna dell’Olocausto. Non puoi non sentire il freddo. Un’unico raggio di luce non vince l’oscurità. Giungono i rumori del traffico di Berlino, le voci dei bambini della vicina scuola. La vita è così vicina e distante. L’Asse dell’Esilio riporta i nomi delle città che ospitarono gli ebrei in fuga. Si giunge fino al Giardino dell’Esilio, non alberi, ma un labirinto fitto di colonne di cemento, che con i dislivelli del pavimento, simboleggiano lo stato di smarrimento, di confusione, l’isolamento di un popolo ,strappato dal mondo, prima di potersi porre qualunque domanda. Non puoi non sentire l’eco di quelle domande. Mentre percorro l’Asse della Continuità, sono tante leInkblot domande che segno sul mio moleskine. Le risposte non sono nascoste negli oggetti , nelle testimonianze, negli scritti che costituiscono la tortuosa storia degli ebrei tedeschi nei secoli fino ai giorni nostri, l’esposizione permanente del museo ebraico. Onestà e moderazione , le chiavi di lettura. Al primo piano, l’istallazione più agghiacciante, il Memory Void. Non puoi rimanere impassibile. Non sono riuscito a percorrerlo, camminare su quel migliaio di facce metalliche, vuol dire riprodurre un suono molto simile a quello di ossa spezzate. Visitare il Jüdisches Museum, non può non lasciarti scosso.

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