La regola dell’equilibrio di Gianrico Carofiglio. La crisi di mezza età dell’avvocato Guerrieri.

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L’ avvocato Guerrieri è tornato, il che non può che renderci felici. Era da un po’ di tempo che non si faceva sentire, quattro anni per l’esattezza (Le perfezioni provvisorie – Sellerio). la regola dell'equilibrio - InkblotEppure la penna di Gianrico Carofiglio ha continuato ad essere molto attiva, pubblicando due romanzi di successo con la Rizzoli. Ma Guerrieri è un’altra cosa e Carofiglio lo sa benissimo, sarà sempre in debito con lui. Per quanto possa, giustamente, lavorare su altri progetti, le sue fortune presenti e future, sono legate alle avventure dell’avvocato più amato d’Italia, il capostipite del thriller legale italiano: Guido Guerrieri. Ok, ok, La regola dell’equilibrio  (Einaudi) è un romanzo del 2014,  magari lo avrete già letto. Io l’ho acquistato solo qualche giorno fa, in personale polemica con il costo eccessivo di copertina (19.00 euro!!) Il tempo è passato per Guido Guerrieri, ha cambiato pure l’editore, ma sa benissimo che non si può rimpiangere il passato come fosse l’età dell’oro. Ci sono dei momenti che la terra sembra possa crollarti sotto i piedi. Analisi di routine, la chiamata di un medico amico, il sospetto di un’atroce malattia. Poi un sospiro di sollievo, le contro analisi. la regola dell'equilibrio - inkblotMa davvero si torna alla normalità? Non Guido Guerrieri, uno che è sempre stato in balia di dubbi e riflessioni esistenziali. E così nell’avventura più lontana dagli schemi previsti del legal thriller, in un romanzo più intimo, quasi introverso, l’avvocato Guerrieri dovrà difendere un giudice dall’accusa più grave: corruzione. A complicare le cose, il rapporto d’amicizia e stima che lega i due, si conoscono dai tempi del liceo. Guerrieri è sicuro dell’innocenza di Pierluigi Larocca, ai tempi studente modello e destinato a diventare il più giovane presidente del Tribunale di Bari,  e si attiva sia sul fronte giudiziario che su quello investigativo, ma ben presto la vicenda prenderà una strada differente, giungendo ad un finale prevedibile ma non scontato. Il compito dell’avvocato è difendere il proprio cliente o essere garante della verità? Questo è il dilemma che mette in crisi Guerrieri, con riflessioni che spaziano su tutta la sua esistenza. Manca quell’umorismo che ci aveva fatto innamorare del personaggio, neanche l’invenzione di  un nuovo inaspettato amore, spiazzante e disincantato come quello per Annapaola, riesce a dare brio alla vicenda. Sembra quasi che Carofiglio voglia essere la regola dell'equilibrio - inkblot rassicurante, regalandoci una storia come ce l’aspettavamo. Comprimari stereotipati, digressioni già note, tecnicismi dell’universo giudiziario accessibili e affascinanti. Non che non sia un buon libro, attenzione. Gianrico Carofiglio  sa scrivere molto bene,  è uno dei pochi che renderebbe piacevole anche la lista della spesa, questo libro ne è la conferma, non ho dubbi a riguardo.  Però quanto mi manca il Guerrieri di una volta…

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