Labyrinth – Dove tutto è possibile di Jim Henson. Jareth, Bowie e “And the stars look very different today”

Labyrinth - InkblotSe siete stati bambini negli anni novanta, è molto probabile che Jareth, il Re dei Goblin, con il volto e la voce presi in prestito a David Bowie, abbia infestato i vostri incubi da pargoli.

I miei di sicuro, se la giocava con Ciuffo Bianco, il leader dei Gremlins. Ieri sera ho rivisto Labyrinth- Dove tutto è possibile (1986), il film di quel genio di Jim Henson, perché il mio primo incontro con David Bowie è stato con questa pellicola e voglio ricordarlo così. La commozione per la scomparsa del “Duca Bianco” è ancora viva, eppure la notizia trapelata sui media di tutto il mondo di un remake di questo film, mi da tanto di squallida trovata pubblicitaria. Ma è della pellicola originale del 1986 che vi voglio parlare, quella che alla sua uscita fu accolta da recensioni tiepide e qualche sberleffo, un fiasco totale per quanto riguarda gli incassi, eppure è diventato un cult per almeno un paio di generazioni. Jim Henson aveva puntato molto su questo suo lavoro, l’insuccesso lo demoralizzò. Labyrinth, possiamo ritenerlo, il testamento spirituale del papà dei Muppets, l’elegante omaggio ad una letteratura fantastica che ha influenzato tutta la sua carriera, con la rilettura di testi immortali come Il mago di Oz, Alice nel paese delle meraviglie e Nel paese dei mostri selvaggi. Attenzione : ho scritto rilettura, non remake o reboot, termine che ora va tanto di moda. Il viaggio nel Labirinto del Re dei Goblin , è la metafora di un visionario sulla difficoltà di una giovane quindicenne, nel varcare la soglia dell’età adulta. Sarah (una giovanissima Jennifer Connelly) proprio non lo sopporta il suo fratellino, nato dalla relazione di suo padre con l’odiata matrigna. La sera che sarà costretta a fargli da baby sitter, cercherà di placare il pianto del piccolo, raccontandogli una delle sue storie preferite, che narra di una ragazza che ha avuto dei poteri speciali dal Re dei Goblin. Saranno queste parole : “Spero proprio che gli gnomi ti portino via, all’istante” ad evocare l’entrata in scena di Jareth/Bowie che rapisce il bambino con l’intento di farne uno gnomo. Sarah, pentitasi per quello che ha fatto, chiede a Jareth di riavere il fratellino, ma la risposta di quest’ultimo sarà negativa. Ora Sarah ha solo 13 ore per cercare il fratellino in un labirinto fitto di creature strane, trabocchetti e indovinelli. Incontrerà anche dei particolari compagni d’avventura, che vi dimostreranno quanto sia impossibile essere eroi, senza aiuto alcuno. David Bowie si confezione un personaggio nelle sue corde, regalandoci una colonna sonora che vale da sola la venerazione per questo film. “And the stars look very different today” già, le stelle oggi sembrano così diverse… eppure dovreste regalarvi pezzi come Magic Dance (qui sotto il video) o Underground , se non lo avete mai fatto o magari rifatelo a distanza di anni, dovreste anche provare a saltarci su come i buffi interpreti del film, perché dell’immaginazione non si può fare a meno. Jim Henson e David Bowie lo sapevano benissimo, ecco perché sono diventate leggende.

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