L’estate nera di Remo Guerrini. E la chiamano Estate…

l'estate nera - inkblot“Io ho già ammazzato. E tu?”  A parlare è Santino, sei anni ma ne dimostra meno. Fu la prima domanda al suo compagno di banco, il primo giorno di scuola. Suo padre, il macellaio di Altavilla, aveva deciso così, non c’era più tempo da aspettare, il suo unico figlio avrebbe dovuto imparare la professione di famiglia. Poco importa che sua moglie fosse contraria, era dell’idea che se fosse stata lei a crescerlo, Santino sarebbe diventato un finocchio. Un cilindro di ferro scuro, una maniglia e una molla all’estremità. Troppo pensate per un bambino di quell’età. Un bossolo, un colpo. Due per finire il lavoro, visto che il primo non aveva preso nel punto giusto l’animale. “Hai visto com’è facile?” La bravura di Remo Guerrini è tutta nell’incipit di “L’Estate Nera” (ripubblicato dalla Newton Compton qualche anno fa, in versione economica e super economica). Un pugno sulla bocca dello stomaco, che ci trasporta ad Altavilla, paesino che l’autore crea e fa vivere nel Monferrato, obbligando il lettore a viaggiare nel tempo, meta l’estate del 1962. La vita dei cittadini di Altavilla, è scandita dalle novità tecnologiche del tempo. In tv ci sono le gemelle Kessler e la sigla finale di Carosello, ricorda a tutti che è ora di andare a letto. I Juke box e i flipper rendono i bar luoghi vissuti a tutte le ore, al cinema “Poveri ma belli” fa il tutto esaurito ogni sera, Marisa Allasio è la donna più desiderata e invidiata. L’autore descrive il tutto con un’attenzione quasi maniacale, senza far perdere ritmo alla narrazione. Costruisce il vissuto dei cinque giovani protagonisti, le loro famiglie di provenienza, i loro sogni di adolescenti, le ambizioni, le prime esperienze sessuali. La trama sale come una marea, pagina dopo pagina, quello che all’inizio sembrava un gioco, che alla pagina successiva credi possa svanire come una bolla di sapone, diventa tempesta. Allora l’odio diventa denso, ed è possibile toccarlo tra le parole di Guerrini , tanto da restare macchiati. Poi la macchina del tempo riparte, ci scaraventa nel 1992, trent’anni dopo quell’estate che il tempo ha solo assopito. Si risveglierà con ritrovato ardore, in bilico tra ragione e follia e sarà la resa dei conti. Un romanzo che è pietra miliare del noir italiano, capostipite di tutte le “estati nere”, tra lettini e bagnasciuga,  della nostra penisola. Il romanzo ha avuto anche una trasposizione cinematografica, Seven Little Killers (Eppideis) –  regia di Gianmarco Tognazzi, uscito in sordina al cinema nel 2014 e di impossibile reperimento.  Siete stati più fortunati di me? Avete visto il film? Fatemi sapere nei commenti. Qui sotto il trailer.

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