L’impostore di Oliver Harris . Nick Belsey, l’antieroe – ladro d’identità.

l'Impostore di Oliver Harris - Inkblot La prima impressione è davvero quella che conta ? Cosa si potrebbe pensare di Nick Belsey Lo conosciamo così “sdraiato su una montagnola nel parco Hampstead Heath. La montagnola era affollata di pini, circondata da cespugli di ginestra e separata dal resto del mondo da una bassa cancellata. Dunque non era un posto così assurdo per mettersi al riparo, se mai era stata questa la sua intenzione. La sua giacca copriva la terra dove aveva dormito. Un dolore lancinante gli attraversava il torace, troppo diffuso per localizzarne la fonte. Coinvolgeva il collo, la spalla destra” risultato di un incidete con l’auto che guidava completamente ubriaco. Ah, considerate che l’auto in questione è una macchina di servizio, perché Nick Belsey è un detective della polizia di Londra. Dicono anche che sia un tipo sveglio, un tipo tosto, uno nato per questo mestiere, ma questo non conta ora. Cosa pensereste di lui? Protagonista del romanzo d’esordio di Oliver Harris, pubblicato nel 2011 dalla Feltrinelli (disponibile anche in edizione economica), Nick Belsey è un maledetto, di quelli stereotipati di cui è piena la letteratura e la cinematografia noir, perspicace come pochi, ma con un debole per alcol, droghe e donne. Metteteci anche il fatto che il detective Belsey ha, proprio per non farsi mancare nulla, il vizio per il gioco d’azzardo e capirete quanto la sua vita sia sull’orlo del baratro. O meglio, Belsey, vive nel baratro da anni ormai. Senza fissa dimora e a rischio licenziamento,Nick stenta a restare a galla in una Londra confusionaria e senza pietà. L’occasione per cambiare vita giunge per caso, ma è uno treno che Nick prende al volo. Il presunto suicido di un noto oligarca russo fa scattare un’idea malsana nella testa di Belsey : riuscirà a spacciarsi per lui, senza che nessuno se ne accorga? E soprattutto, riuscirà a metter le mani su un’ingente somma di denaro e rifarsi una vita altrove? Non sarà facile dileguarsi, soprattutto dopo l’omicidio di una giovane studentessa legata in qualche modo all’oligarca. Un puzzle complesso, un finale confusionario che delude un po’. Un personaggio ben tratteggiato, con un’attenzione al dettaglio quasi maniacale. Troppe pagine, pur ammettendo che Londra  è descritta meglio che in una guida Lonely Planet, ma che rallenta la lettura e in alcuni casi annoia. Nick Belsey è un “Tom Ripley” senza ironia, ma più arguto. Un autore a cui concedere una seconda possibilità.

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