Mater Dolorosa – Buon Compleanno Dylan Dog!

Mater Dolorosa - Inkblot

Il corpo scricchiola come una casa infestata, segno che il crollo è vicino. La notte non porta riparo. Senza possibilità di distrarti dai fantasmi del tuo passato, sei più vulnerabile, preda indifesa del Male oscuro. ” A me dispiace che tu ti ostini a non farti vedere da un medico, quanti giorni sono che va avanti così? ” “Troppi, ma faccio finta che siano pochi”.  A distanza di qualche anno, Mater Morbi, madre di tutte le malattie, è tornata. Quale regalo migliore per i primi trent’anni di carriera di Dylan Dog? Mater Dolorosa, n.361 del mensile dedicato all’indagatore dell’incubo più famoso al mondo (perché, ne conoscete altri anche solo paragonabili?) è il degno festeggiamento per il personaggio creato da Tiziano Sclavi nel 1986. Tranquilli, continuate pure a leggere, non ci saranno spoiler. Un albo imperdibile per i tanti appassionati della prima ora, ma che non nasconde quell’esigenza di rilancio del  personaggio, ben nota ai più con le dichiarazioni “rivoluzionarie”  del suo nuovo curatore, Roberto Recchioni.  Sia ben chiaro una cosa, è un albo celebrativo, quindi la trama passa in secondo piano, avvantaggiando una lunga serie di citazioni degli elementi che hanno fatto la fortuna della serie. Ed ecco che ritorna l’infanzia a bordo di un galeone del giovane Dylan e l’adolescenza sulle rive del Moonlight. Ci sono, anche se relegati a ruolo di comparse, gli amici di sempre, Graucho e l’ormai ex commissario Bloch. Significativa la presenza di John Ghost, un personaggio ancora con tante sfumature da approfondire,di cui si sa ben poco, eppure è facile scommettere che avrà un ruolo importante per il futuro del personaggio di Dylan Dog. Capitolo a parte meriterebbero le tavole incredibili di Gigi Cavenago,al suo esordio in un albo di Dylan Dog. Accettate un consiglio, compratelo, questa è un’opera d’arte. Colori, matite, giochi di chiaro scuro, siamo dinanzi ad un capolavoro di puro espressionismo, in perfetto vecchio stile Dylan Dog. Un lavoro che omaggia uno dei personaggi più importanti del fumetto mondiale, pioniere di quella lotta, molto snob, che divide la cultura alta e quella popolare. Umberto Eco : Posso leggere la Bibbia, Omero o Dylan Dog per giorni e giorni. Che altro dire ? Cento di questi giorni Dylan Dog!

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