Professione : Food Blogger. Intervista ad Annalisa De Benedictis


“- Benvenuti nella cucina di Inkblot!”                                                                             Siete già scappati via? Vedo che vi fidate poco delle mie abilità culinarie…  e fate bene. Oggi parliamo un po’ di comunicazione gastronomica e lo facciamo in compagnia di Annalisa De Benedictis, creatrice del food blog ” Queen’s Kitchen ” e reduce dalla partecipazione al programma televisivo “Buon Pomeriggio Estate“, condotto da Stefania Orlando e Stefano Palatresi. Mangiare è da sempre un’azione condivisa. Già dal terzo millennio avanti Cristo, fino ad arrivare ai giorni d’oggi, il consumo di cibo è sempre stato motivo d’incontro, di scambio d’idee e pareri, di dialogo. Considerando la convivialità “generata” dal cibo e la possibilità concessaci dall’innovazione tecnologia che stiamo vivendo, l’incontro tra food e social media è un connubio destinato ad avere successo nel tempo. Nell’intervista qui sotto parleremo di food blog, di social network e di rapporto con gli utenti. Prima di auguravi una buona lettura, vi consiglio di seguire Annalisa e  Queen’s Kitchen su Facebook e su tutti i social network. Ah, Annalisa è anche una “divoratrice” di libri… Quando si dice buona forchetta!

 

Candido Marinelli : – Com’è nata l’idea del blog? Ci racconti un po’ la sua storia?
Annalisa De Benedictis : -Quando ho aperto il mio account Instagram nel 2012, @queenofmydreams, ho iniziato a postare le foto dei piatti che preparavo a casa per la mia famiglia e chi aveva iniziato a seguirmi con regolarità, mi faceva i complimenti e mi chiedeva le ricette o se ci fosse un blog dove poterle trovare. Confesso che non mi sentivo all’altezza di gestire un blog, anche perché le mie poche competenze digitali le ho apprese piano piano con la pratica, ma poi ho deciso di compiere questo passo e dopo aver scelto una piattaforma facile da gestire, il 9 marzo 2014 è nato Queen’s Kitchen, un nome scelto per ricordare il mio account Instagram e anche per prendermi un po’ in giro, poiché tutto avrei pensato nella mia vita, tranne che di dedicarmi alla cucina!
C.M. : – Chi può diventare food blogger? Serve saper cucinare o basta saper mangiare bene?
A.D. :-Innanzitutto vorrei chiarire che tutti possono avere un blog per condividere le proprie passioni, dalla cucina ai viaggi, dalla lettura al make-up e che non esiste ancora una vera e propria figura professionale. Ci sono però persone che con impegno e determinazione sono riuscite a trasformare questa passione in un lavoro da cui traggono guadagni grazie a sponsor e collaborazioni. Personalmente credo che la differenza la facciano i contenuti e la cura dei dettagli, il modo di raccontarsi e di interagire con le persone che ti seguono e l’onestà: io non mi mostro mai diversa da quella che sono nella realtà di tutti i giorni e credo che anche Instagram, con l’introduzione delle Stories, voglia andare in questa direzione.
C.M. : – In che modo lei è riuscita a fidelizzare e appassionare il pubblico, diventando, anche un volto noto della televisione?                                             A. D. :- Quello che lei chiama pubblico, per me sono persone che quotidianamente passano sui miei profili per darmi il buongiorno a colazione, per chiedere consigli su come preparare questa o quella ricetta, per condividere le riflessioni che scaturiscono dai brani dei libri che scelgo per accompagnare alcune foto, per farmi i complimenti o lasciarmi delle critiche, in uno scambio continuo d’impressioni e suggerimenti, addirittura alcune conoscenze virtuali si sono trasformate in amicizie reali e questo è per me il lato bello dei social, quello che voglio curare e proteggere dalle logiche di convenienza. Non mi ritengo un volto noto della televisione: nessuno ancora mi riconosce per strada! Scherzi a parte, ho partecipato come ospite ad una puntata del programma “Un posto in tavola” su Teledehon, registrata proprio nella cucina di casa mia e poi in questi ultimi mesi dopo essere stata ospite due volte nella trasmissione “Buon Pomeriggio” con Michele Cucuzza e Mary De Gennaro su Telenorba, mi è stato offerto uno spazio settimanale nella versione estiva del programma “Buon Pomeriggio Estate” con Stefania Orlando, il maestro Stefano Palatresi e i loro ospiti. Ho dovuto superare la mia timidezza innata e la mia ansia di non essere mai all’altezza per accettare di cucinare, addirittura in diretta!
C.M. : – L’utilizzo, molto personale e riconoscibile dei social, quanto ha contribuito al suo successo?
A.D : – Tutto il mio percorso ha avuto inizio grazie ad Instagram e alle persone che mi seguono con affetto, poi ho anche aperto una pagina Facebook dedicata al blog e sono presente anche su Twitter e Pinterest, quindi i social rappresentano un ottimo modo per ottenere visibilità e creare un rapporto di fiducia: il successo per me è vedere riconosciuto il mio impegno, è scoprire che la mia passione può essere contagiosa: tra i commenti che mi hanno resa felice c’è stato quello scritto da una ragazza alla quale è tornata la voglia di cucinare, grazie alle mie ricette e quelli degli studenti fuori sede che guardando le mie storie, si sentono come a casa, magari immaginando il profumo delle torte che sforno.
C.M. : – Lei ha anche partecipato a molti “Blog Tour” in giro per l’Italia. Perché, secondo lei, un’azienda o un ente pubblico dovrebbero organizzare (e finanziare) esperienze simili?
A.D. : – Sono tornata da un blog tour nel Piceno proprio alcuni giorni fa e devo dire che la differenza in queste iniziative la fanno sempre le persone: se organizzatori, ristoratori, chef, enologi, produttori, albergatori e tutti coloro che prendono parte a progetti di questo tipo antepongono l’amore per il territorio e la passione per il proprio lavoro all’interesse, il successo dell’iniziativa è assicurato e credo che regalare emozioni alle persone, unitamente ad una conoscenza più approfondita dei territori e dei prodotti che si vogliono promuovere, contribuisca a farle affezionare e quindi tornare.
C.M. : – Ringraziandola, mi piacerebbe concludere con un consiglio a chi aspira a diventare food blogger. Quali sono i requisiti fondamentali? Meglio focalizzarsi su qualcosa di specifico (che sia la cucina tradizionale, vegana, sana o altro) o restare nel generico?
A.D. : – Sia che si voglia fare per hobby, sia si desideri diventi un lavoro vero e proprio, per gestire un blog bisogna partire dai contenuti, accompagnati da foto curate. Credo inoltre sia necessario avere costanza nel pubblicare post e nell’interagire sui social, individuare un pubblico ideale a cui rivolgersi (io ho sempre pensato ad altre donne come me, madri con poco tempo a disposizione e con la necessità di portare tre pasti al giorno a tavola per mariti e figli!), crearsi uno stile riconoscibile. Soprattutto avere pazienza: io ho impiegato cinque anni e più di 7000 fotografie per raggiungere diecimila followers su Instagram, sicuramente tutto questo non mi rende famosa, mentre ormai è tutto un fioccare di sedicenti influencer e social media manager, di account con pochissime foto e migliaia di seguaci che riescono grazie ai numeri a richiamare l’attenzione delle aziende, ma forse loro hanno qualche segreto che io ancora non conosco!
C.M. : – Lei è anche un ottima lettrice, aspetto che aumenta la stima nei suoi confronti. Qui su Inkblot concludiamo le interviste con una domanda: Quali sono libro, canzone e film che più hanno inciso sulla sua formazione?
A. D. : -Questa è la domanda più difficile perché mi si chiede di scegliere un solo libro, una sola canzone e un solo film mentre ce ne sarebbero a decine! Ci provo ma ogni risposta non sarà mai completa. Se devo proprio concentrarmi sulla formazione scelgo come libro
“I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, nonostante fosse materia di studio al liceo, io l’ho letto tutto d’un fiato e l’ho amato follemente, insieme a tutti gli autori dei libri letti nel corso degli anni e sono tanti visto che sono arrivata leggere circa 50/60 libri all’anno, motivo per il quale non credo mai a chi dice che non legge perché non ha tempo: se ami leggere, il tempo lo trovi, il resto sono scuse.
La musica mi accompagna da sempre: ai miei genitori piace raccontare di quando mi regalarono il primo mangiadischi a tracolla all’età di tre anni e di come fossi in grado di esaudire le loro richieste musicali senza sapere ancora leggere! Un amore viscerale che è continuato con svariati walkman e lettori cd fino all’iPod attuale: questa scelta è ancora più ardua, però se devo scegliere una sola canzone che mi commuove ancora oggi come la prima volta che ho messo l’LP sul giradischi a 14 anni è “Chissà se lo sai” di Lucio Dalla.
Per quanto riguarda i film non sono un’esperta appassionata di cinema, mi innamoro allo stesso modo dei film che mi fanno ridere o commuovere o di quelli che mi fanno appassionare ad una storia, quindi scelgo “Forrest Gump” perché anche se lo conosco a memoria davvero non posso fare a meno di riguardarlo ogni qualvolta che lo trasmettono da qualche parte!
Grazie ancora.

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