Quando nasce un blog. Intervista alla blogger Manuela Pinto.

Inkblot -Polignano a Mare

 Un lungo sonno quello invernale,  ora Polignano sembra svegliarsi con i primi raggi di sole d’Aprile. Strano aver trovato subito parcheggio, nel periodo estivo bisogna girare per ore. I bar del centro non hanno ancora  i tavolini all’aperto ed i turisti in giro sono quasi esclusivamente pensionati stranieri.  Anche l’abbraccio della statua di Domenico Modugno sembra più rilassato, tra qualche mese tornerà ad essere scimmiottato da aspiranti uomini e donne volanti, per la gioia delle bacheche dei social network. Lei tace da qualche minuto e la cosa è così assordante. Poco meno di un anno è passato dal nostro primo incontro. Oggi, come allora , più che altro ho il ruolo del terzo incomodo. Tra il mare e Manuela Pinto c’è una storia d’amore indissolubile. Mi parlò della sua passione per il windsurf, un fiume in piena di aneddoti e nuove sfide da porsi. Divenne un articolo molto letto per il Corriere delle Puglie. I suoi occhi da bimba fremevano, persi dove nascono le onde. Riuscì  a trasmettermi il suo entusiasmo, ma dovreste vederla per capire in pieno quanto il mare sia un richiamo fortissimo per lei. L’intervista durò il tempo di equipaggiarsi. Ora e qui,  camicia tartan al posto della muta, quasi a rassicurarmi che questa volta non possa scappare via e quei grandi occhiali tondi che vorrei chiederle di sfilare per poter vedere quanto Manuela Pinto - Inkblotsia azzurro il mio mare, riflesso negli occhi suoi. “Non sai quanto mi sia mancato tutto questo” Sorride dando colore ad ogni cosa. ” Mi è mancato il suo profumo, la sua melodia . Potrei stare ore, immobile, qui a fissarlo. Spesso mi chiedo: nelle città senza mare, a cosa si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio? Non so cosa risponderle, resto in silenzio capendo quanto abbia bisogno di ricaricare le pile, dopo un inverno da studentessa fuori sede a Torino. Affacciati ad una delle terrazze sul mare, nel centro storico di Polignano, Manuela inizia a raccontare come sia cambiata la sua vita negli ultimi mesi e tutto intorno diventa palcoscenico delle sue storie. Stare ad ascoltarla è come guardare il mondo con il caleidoscopio, tutto diventa nuovo, anche quei posti che ho sempre pensato di poter chiamare casa.  “Parto per l’Indonesia” come un fulmine a ciel sereno. “Era da un sacco che volevo fare un’esperienza del genere. Non è stato facile convincere i miei genitori e sono certa che fino al giorno della mia partenza sarà argomento di discussione. Ma mi conoscono. Sanno della mia testardaggine. Sento l’esigenza di scoprire nuovi mondi e di poter essere d’aiuto ai meno fortunati.”  Mi racconta della sua esperienza in contatto con in malati di SLA, di quanto l’abbia segnata essere riuscita a creare un contatto emotivo con loro. “Credo che possa essere questo il mio posto nel mondo, anzi ne sono certa. ”  Finalmente ha tolto gliManuela Pinto - Inkblot occhiali e torno ad affogare in quegli occhi che sono  rara prerogativa di  chi affronta la vita a testa alta. “Voglio aprire un blog, voglio scrivere di ciò che mi sta a cuore, sperando che le mie storie positive possano essere d’aiuto a qualcuno. Senza l’arroganza di mettermi in mostra, ma con la voglia irrefrenabile di scoprire il mondo in tutte le sue sfumature.”  Starei ore ad ascoltarla. L’idea del blog, mi incuriosisce molto. Riuscirà ad essere ammaliatrice con la penna così come è con il caos ordinato delle sue parole? “Lo chiamerò SporTraveLove. Così, tutto di un fiato. Per pronunciarlo, la lingua non deve  toccare il palato. Senza giri di pensieri.” Sono certo  che Manuela  a Domenico Modugno, sarebbe piaciuta molto. Magari le avrebbe dedicato una canzone. Di certo, si sarebbero trovati sulle stesse frequenze che solo chi prova a volare conosce.

Nel blu dipinto di blu.

Manuela Pinto - Inkblot

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