“Scrivere per comunicare ottimismo. Come rinascere nonostante le tempeste.” Intervista allo scrittore Filippo Gigante

Filippo Gigante - inkblotFrancamente, non sono in grado di presentarvi Filippo Gigante. Non che non mi sia fatto un’idea a riguardo, anzi. Dopo averci chiacchierato un po’, ho capito che sarebbe stato impossibile sintetizzare il personaggio. Filippo è un melting pot d’interessi, un fiume in piena di passioni,il tutto condito con il tipico calore del Sud. Ho scelto di lasciargli carta bianca per questa intervista, sicuro di aver fatto la scelta giusta. Non fatevi scoraggiare dalla lunghezza… Buona lettura! Filippo Gigante è presente su tutti social network, seguitelo per essere sempre aggiornati sulle sue presentazioni.

Candido Marinelli :- Web developer, Social Media Manager, due romanzi brevi “Bianco e Nero” e “La piscina delle mamme” pubblicati per la casa editrice “Lettere Animate”. Ho dimenticato qualcosa? Ringraziandoti per aver accettato il mio invito, c’è altro che i lettori di Inkblot dovrebbero sapere di te?
Intervista a Filippo Gigante - InkblotFilippo Gigante :-Non è mai troppo tardi per conoscere qualcuno. Nella vita ci si mette alla prova, ci si diverte a sperimentare intraprendendo nuove strade. Da piccolo, appena iniziai ad immergermi nel mondo della lettura, fui rapito da una profonda curiosità: come venivano realizzati e pubblicati i libri? Mentre la maggior parte dei miei amici sognava di diventare poliziotto, medico, pizzaiolo… io ero spinto nel sapere tutto sui libri. Desideravo diventare un editore, poter toccare la carta nel suo stato più grezzo e sentire quell’odore così particolare della stampa, poter veder le parole tramutarsi in una storia, poter selezionare le eventuali illustrazioni e scegliere la miglior copertina. Tutte azioni che volevo approfondire, ma che oggi non sono parte della mia attività lavorativa.Nel mio percorso di crescita, l’amore per la natura mi ha permesso di approfondire argomenti come la biologia, la chimica e l’agronomia durante i miei studi presso l’Istituto Tecnico Agrario “Caramia-Gigante” di Alberobello (tra i tanti progetti, sono anche autore del logo istituzionale). Una scelta che mi ha portato a soffermarmi sui dettagli della flora e della fauna presenti sul nostro meraviglioso territorio e, in un certo senso, ad omaggiare tale bellezza nei miei romanzi brevi. Dopo le superiori, ho scelto di approfondire le nuove tecnologie scegliendo di seguire il corso di laurea in Informatica e Comunicazione Digitale presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” specializzandomi successivamente in Editoria Libraria e Multimediale, corso che ha rafforzato la passione e l’interesse verso il mondo editoriale. Grazie al mio singolare percorso di studi ho continuato a raccogliere esperienze e formazione nell’ambito della comunicazione. Una scelta che mi ha permesso di metter su, insieme ai miei fratelli, un team creativo che si occupa di video, comunicazione e grafica. Nel mio tempo libero, oltre a dedicarmi alla lettura, alla palestra e alle passeggiate in bici, cerco di sostenere e promuovere le attività di diverse associazioni culturali come I Presidi del Libro, il Centro Culturale “Valle d’Itria”, ARTECA e AGIT.

C.M:- Come è nata l’idea di raccontare storie? Quando ha bussato la Musa ispiratrice alla tua porta?
F.G.:-Sento di ringraziare sicuramente le mie insegnanti di scuolaIntervista a Filippo Gigante - Inkblot elementare, perché son riuscite a trasmettermi il piacere della lettura e della scrittura, forse anche inconsapevolmente. Iniziai a scrivere poesie e fiabe in quinta elementare e durante la mia crescita ho continuato sempre a riportare su carta pensieri, emozioni e storie brevi fino a quando un episodio, in particolare, mi ha portato a costruire ciò che sarebbe diventata la trama del mio romanzo d’esordio “Bianco e nero”. Fu la malattia che colpì un mio caro amico che trasmise in me una serie di stati d’animo, immersi tra rabbia e speranza, a portarmi una nuova consapevolezza: la possibilità di trasmettere attraverso la scrittura una serie di messaggi positivi e a tratti liberatori. Scrivere per comunicare ottimismo, per ricordare che si può rinascere dalle ceneri come una fenice nonostante le tempeste.

C.M.:-Ci racconti qualche aneddoto sulla tua esperienza di “scrittore emergente”. Perché è risaputo, scrivere un romanzo non è che il primo gradino…
Intervista a Filippo Gigante - InkblotF.G.:-Non avevo nessuna intenzione di pubblicare quello che è diventato il mio romanzo d’esordio, perché sentivo che la stesura di BIANCO E NERO aveva portato con sé una sorta di brama del lupo mescolata ad episodi personali. Avevo scritto una storia per curare uno stato d’animo a tratti tormentato e carico di rabbia. Poi la svolta… una notte sognai la mia insegnante d’italiano, ormai defunta, che mi consigliò di pubblicare quella mia piccola storia. Mi svegliai di colpo e iniziai a ragionare su questa improvvisa soluzione. Nel giro di un mese, decisi di autopubblicarmi attraverso uno dei tanti servizi presenti via web. Trovai il sostegno e la stima di molte persone e il progetto editoriale andò in porto. Nell’aprile del 2011 uscì la prima edizione di “Bianco e Nero” editata da Photocity Edizioni, ma dopo circa un anno decisi di ascoltare il consiglio di un amico, nonché direttore di un portale web, di presentare il libro ad una giovane casa editrice pugliese: Lettere Animate. Oggi il romanzo è giunto alla terza edizione, è stato già tradotto in portoghese e stanno per vedere la luce anche le versioni in spagnolo e in inglese. Dal 2011 ad oggi ho ricevuto diverse recensioni, segnalazioni, inviti per presentazioni e soprattutto lettere di ringraziamento che custodisco gelosamente. Sono lettere di persone che trovandosi in difficoltà, per diversi motivi personali, hanno ritrovato positività e forza nell’andare avanti nelle pagine del romanzo. La frase più tatuata e amata è senz’altro: “Seguimi, ma fammi strada” e quando qualcuno, ancora oggi, mi ferma per parlare di questo mio romanzo mi accoglie con una evidente commozione. Credo sia questo uno dei premi più belli che si possa ricevere dalla gente: il saper emozionare attraverso un tipo di comunicazione, nel mio caso con la scrittura. Esperienze sociali che ti invitano a continuare. Da qui il desiderio di pubblicare il secondo romanzo breve: “La Piscina delle Mamme”.

C.M.:-Quanto la vita quotidiana condiziona le tue storie? Quanto c’è di te in Alex, il protagonista di “Bianco e Nero” e in Olga e Betta, che hanno il ruolo di protagoniste in “La piscina delle mamme”.
F.G.:-Le mie storie nascono principalmente dalla vita quotidiana. UnIntervista a Filippo Gigante - Inkblot incontro, uno sguardo e la mia mente apre le porte dell’immaginazione. Mi piace osservare la gente e la natura intorno, perché ogni elemento, ogni essere umano porta con sé la sua personale storia e basta poco, un dettaglio, a trasmettere la forza e la meraviglia che potrebbero dare vita ad una nuova storia. Accade spesso che i personaggi di una storia abbiano qualcosa in comune col proprio autore. A volte, senza rendermi conto, divento specchio di alcune loro azioni o atteggiamenti e quando rileggo alcuni passi, comprendo di come sia quasi stato necessario aver donato qualcosa che mi appartiene. Personaggi come Alex, Olga, Berta e alcuni personaggi secondari racchiudono caratteristiche che appartengono non solo a me stesso, ma anche ad amici e parenti. Sfumature di carattere miste ad atteggiamenti originali ed inediti di ogni singolo personaggio. Ai lettori l’arduo compito di scoprire quali caratteristiche possano davvero appartenermi!

Intervista a Filippo Gigante - Inkblot

C.M:- C’è una definizione di te che mi ha incuriosito : “Catturo attimi di vita”. Credi sia questo il compito dello scrittore? O è proprio un tuo stile di vita?
F.G.:-Attraverso la scrittura catturo attimi di vita che possono essere interpretati diversamente a seconda del vissuto di chi li andrà a leggere. Si catturano attimi anche attraverso una fotografia o con ogni altra forma artistica, perché si cerca di voler conservare e tramandare ciò che ci rende protagonisti di un’emozione. Si catturano momenti per farli propri e sentirsi più ricchi. In fondo, lo ammetto, è anche un mio stile di vita.

C.M:- Ti tocca la domanda che qui su Inkblot è d’obbligo. Siamo i libri che abbiamo letto, le canzoni che abbiamo amato, i film di cui conosciamo le battute a memoria. Quali sono i tuoi titoli?
Intervista a Filippo Gigante - InkblotF.G:-Di libri ce ne sarebbero moltissimi, ma su tutti nomino con piacere la trilogia de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien e “Più fuoco, più vento” di Susanna Tamaro un libro che regalo spesso e che mi piace rileggere in quei freddi pomeriggi d’inverno. La Tamaro è sicuramente una delle mie scrittrici contemporanee preferite, in lei rivedo l’amore dei dettagli della natura che condivido pienamente e sono felice, quando capita, di poterle scrivere privatamente e di sentirla vicina sotto diversi punti di vista. Profonda stima nei suoi riguardi. Tra le canzoni potrei nominare “You’ll never be alone” di Anastacia e “Streets of Philadelphia” di Bruce Springsteen. Amo la discografia di artisti come Giorgia, Alex Baroni, Queen, Mary J. Blige, Celine Dion, la già nominata Anastacia e Andrea Bocelli. Amo le grandi voci e mi fermo qui, altrimenti rischiamo di aprire uno speciale sulla musica. Sono un grande fan dei film d’animazione Disney e mi piace rivedere film come “Crash, contatto fisico”, “La vita è bella”, e ovviamente la versione cinematografica de “Il Signore degli Anelli”.

 

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