Spaghetti all’Assassina di Gabriella Genisi. Ingredienti semplici per lettori buongustai.

Spaghetti all'Assassina - InkblotLa fantasia in cucina è fondamentale. Dove io vedo un uovo fritto al tegamino, lo chef Cracco ci ha creato un piatto stellato.  Eppure, come vi dirà qualsiasi grande chef, ma anche vostra nonna al prossimo pranzo domenicale, senza regole, senza ordine e attenzione al dettaglio, sarà molto difficile fare bella figura con ospiti e clienti. Il commissario Lolita Lobosco mette sin dall’incipit le cose in chiaro : “Per preparare degli spaghetti all’Assassina come si deve , occorre che la padella sia rigorosamente di ferro , comprata dal negozio di tegami a Barivecchia. Perché solo lì, a essere fortunati, ancora si trova.”  Già qualche anno fa, erano stati i fratelli Carofiglio a cimentarsi con questo mitico piatto della cucina barese in “La casa del bosco”. Ora è Gabriella Genisi  (già cortese ospite qualche mese fa, qui la mia intervista) a mettersi alla prova con un Gabriella Genisi - Inkblotpiatto, sicuramente meno noto come la stessa commissaria Lolita ammetterà, ma che più di altri conserva lo spirito di baresità. Spaghetti all’assassina (Sonzogno) è la quinta avventura del commissario Lolita Lobosco. Questa volta dovrà indagare sull’omicidio del cuoco più famoso di Bari, Nicola Stramaglia detto Colino Paprùss, ritrovato evirato e incaprettato, con il cranio sfondato da una padella di ferro, nel suo ristorante “Al Ciuccio”, divenuto negli anni , punto di riferimento per i buongustai locali. “Incaprettato? A Bari !? Stai scherzando! A Bari, si Chetticredi.” Mentre prosegue l’indagine, molti sono i personaggi che faranno la loro comparsa, il che movimenta la narrazione con dialoghi conditi da quell’ironia di cui l’autrice può farsi vanto. Geppino, una vita passata Al Ciuccio, la nuova guardarobiera brasiliana Fanny, bella da mandare in visibilio ma sospetta sin dal primo interrogatorio e lo chef franco-algerino Benallal Matou, fisico da fotomodello e naturale seduttore, farà breccia nel cuore di Lolita. Pur essendo figlio di un noto ristoratore parigino, racconta di essere a Bari alla ricerca di sapori nuovi e la sua storia ammalierà la bella “commissaria”. La presenza del mare è una spaghetti assassina Inkblotcostante dei suoi scritti, come per la vita di ogni barese. Non mi piace la definizione data da alcuni critici, la Bari della Genisi non può essere considerata noir. La sua penna ha tante sfumature ,difficilmente etichettabili, che vanno dal giallo classico , colonna portante dei suoi scritti, fino al rosa mai stucchevole. Solo chi ha letto molto e non nasconde la sua gratitudine verso scrittori e scritti, può raggiungere tale armonia. I personaggi possono sembrare macchiette e i dialoghi surreali, solo se confrontati con la realtà. Chi legge lo fa perché un solo mondo non gli basta. Si legge in poche ore, ma fa venir voglia di continuare a scoprire, annusare, vivere, gustare. Consigliato.

Bari Vecchia / Inkblot

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