Storie dal Cammino di Santiago. “Mollo tutto e rimetto in gioco la mia vita” Intervista a Veronica Granza Rocchetta

Storie dal Cammino - Veronica Granza Rocchetta - InkblotProprio quando la notte si era fatta più buia e a farle compagnia c’erano le lacrime. Proprio quando la vita sembrava una montagna invalicabile e la felicità non si vedeva all’orizzonte. Proprio quando tutto intorno a lei assumeva i colori grigi dell’insoddisfazione, Veronica Granza Rocchetta si è messa in Cammino per ridipingere la sua vita. Si, forse l’intervista vi potrà sembrare troppo lunga, Veronica è un fiume in piena d’entusiasmo, però ho scelto di riportarvi le sue parole in forma, quasi, integrale. Perché? Arrivate fino in fondo, di storie semplici e straordinarie come queste ce n’è veramente bisogno. Buona lettura e buen camino!

Candido Marinelli :- Partiamo dall’inizio, come è giusto che sia. Come sei venuta a conoscenza del “cammino” e cosa ti ha convinta a partire?
Storie dal Cammino - InkblotVeronica Granza Rocchetta :- Come quasi tutti i “camminanti” (passami questo termine che adoro!), la partenza è causata da un periodo di vita non semplice. In realtà non sono stata io a cercare il cammino, ma lui che ha cercato me! Ho sofferto di depressione e insonnia, ma non voglio annoiarti con tutto il bagaglio triste che mi portavo, ti dico solo che ad un certo punto mi son chiesta se meritassi davvero la felicità. Ed è lì che mi ha chiamata, in una delle notti in cui mi addormentai in lacrime. Mi ritrovai in un bellissimo paesaggio fatto di distese immense di grano dai colori fantastici. Il cielo era di un azzurro che non avevo mai visto, c’erano degli alberi molto grandi in mezzo al campo e proprio all’ombra di questi, tanti ragazzi a sedere che si riposavano. Io camminavo sulla strada, con lo zaino in spalla , un po’ spaesata. Mi ritrovo accanto ad una ragazza, una mia vecchia amica delle elementari che non sentivo da anni e un po’ impaurita le chiedo se avessi davvero portato tutto nello zaino. Lei mi sorride e mi dice che avevo tutto ciò di cui avessi bisogno: i miei piedi! improvvisamente mi sentii travolta da una scarica di felicità e pace che non provavo da molto tempo! Al risveglio, accendo il computer e cerco ‘viaggio zaino in spalla’ e tra le varie pagine trovo “Cammino di Santiago”. Ne avevo sentito parlare, ma non sapevo realmente cosa fosse, comincio a documentarmi un po’ e vedo un sacco di foto di persone di tutte le età con dei sorrisi fantastici. Leggo il percorso e i chilometri mi lasciano di stucco, certo 800 km non son pochi, io al massimo ne son riuscita a fare 3 in una giornata, la mia pigrizia mi ha sempre combattuta. Chiusa Storie dal Cammino - Inkblotquesta pagina apro facebook per vedere cosa facesse quella amica che avevo sognato, non puoi capire come son rimasta quando scopro che suo fratello e mio amico, Claudio, era appena tornato dal cammino. Decido di contattarlo, erano circa 18 anni che non lo vedevo, ma sentivo che dovevo parlarci.Qua rispondo alla tua seconda domanda, “cosa ti ha convinto a partire ?”: i suoi occhi, non so spiegarti ma avevano una luce pazzesca, come se avessero visto la felicità. Mi ha dato quella carica e tranquillità di cui avevo bisogno e tornata a casa ho fatto un biglietto di solo andata. Il 6 luglio, solo dieci giorni più tardi, sarei partita!

C.M : – Cosa hai portato con te?
Storie dal Cammino - InkblotV.G.R. : – Prima di partire mi son ripromessa di viaggiare leggera, così ho legato ad un piccolo sasso tutti i miei fardelli del passato, li avrei abbandonati lì, alla Cruz de Hierro. Con me ho portato il coraggio, la passione e i miei desideri. Sì, perché per affrontare un viaggio come questo serve davvero molto coraggio, sei messo alla prova in continuazione e devi aver la forza e la fede di lasciarti condurre dal cammino. Ognuno di noi ha un percorso ben stabilito e non si deve far niente per cambiarlo. Io me ne son resa conto dopo qualche giorno, non appena mi son lasciata andare ho scoperto una “me” decisamente migliore e il cammino è stato magico. Poi, per parlarti di cose materiali, con me ho portato molte spillette che ho attaccato allo zaino, mi sono state regalate dalle persone a me care, ed è stato come camminare insieme a loro, oltre ad un contapassi, regalatomi da Claudio. Lo aveva usato per il suo cammino, c’erano i suoi passi là dentro, e da quel momento lo avrei riempito con i miei, è stato proprio come averlo con me. Anche grazie a loro non mi sono mai sentita sola.

C.M.: – Hai qualche aneddoto su questa esperienza ? Qual è stata la più grande lezione appresa?
Storie dal Cammino - InkblotV.R.G. : -Potrei raccontarti aneddoti per ore, 34 giorni sono tanti e vivendo al contatto con le persone 24h ti succedono davvero mille cose! Voglio però raccontarti di un ragazzo tedesco, conosciuto tre ore dopo la mia partenza. Mi trovavo sotto l’Alto del Perdon, avevo davvero male ovunque, lo zaino lo sentivo pesantissimo, il caldo era tremendo e non riuscivo ad affrontare quella salita. Mi son messa a sedere in terra a piangere,l’autostima sotto i piedi. Mi sentivo sola e mi chiedevo perché fossi partita. Mentre ero a sedere, dalla discesa compare lui, con andatura molto lenta, “Buen camino”, mi dice, io che ero in lacrime gli rispondo a stento, lui senza dire altro si toglie lo zaino e si mette a sedere accanto a me, lo guardo con la coda dell’occhio e vedo che non aveva le scarpe. Mi da una delle sue banane e rimane lì, in silenzio a mangiare la sua. Ti giuro, che sarei scoppiata dalle risate in quel momento, al che, senza neanche pensarci gli chiedo dove avesse lasciato le scarpe. Immaginati la mia faccia quando mi dice che le aveva lasciate in Germania, stava camminando da più di 100 giorni, scalzo, ed era a consolare me che ero partita da tre ore. Mi sono sentita una stupida, credimi, di cosa dovevo lamentarmi? Io avevo anche le scarpe ed ero ancora fresca di ammorbidente. Mi prende la mano, mi fa alzare dicendomi che l’Alto del Perdon sarebbe stato fantastico e che mi avrebbe portato in spalla se necessario. Mi son sentita come ricaricata, lo zaino si era fatto tremendamente leggero e ho camminato su quella salita come se fossi appena partita. Arrivata in cima ho pianto, mi son sentita felice e capace di tutto. Ho salutato il ragazzo scalzo venti minuti più tardi, l’ho abbracciato forte e mi ha trasmesso energia pura. Prima di andare mi ha detto di provare a levarmi le scarpe ogni tanto e camminare sentendo la terra sotto i miei piedi, sarebbe stato tutto più Storie dal Cammino - Inkblotmagico. E l’ho fatto, ho camminato scalza su ghiaia, erba, dentro le chiese, nei cortili e posso dirti una cosa, aveva davvero ragione, ti fa sentire a casa, come se ogni posto visitato fosse tuo da sempre.
E anche grazie a lui ho appreso una delle lezioni più grandi che porterò dentro per sempre: l’amore incondizionato.  Lì è pazzesco, c’è amore ovunque. Amore e condivisione, non ci sono giudizi su come ti vesti o come ti poni, lì si va oltre questi stereotipi che la società impone. Vedi quel ragazzo, io non mi sarei mai avvicinata a lui prima di allora, era con vestiti sporchi, barba e capelli lunghi, piedi neri e maltrattati, ne sarei stata alla larga sicuramente, lui invece si è avvicinato a me, senza preoccuparsi chi fossi, e mi ha persino donato il suo pranzo. Lui per me è stata la prima grande lezione e lo ringrazierò per sempre, anche se non conosco il suo nome.Altra cosa bellissima del cammino è stata ritrovare le persone credute perse. Prima di partire mi era stato detto “Sappi che non perderai chi non vuoi perdere!”, ma non avevo capito il significato, ho incontrato e perso molte persone durante il mio percorso, ma c’è stata una persona che mi ha segnato particolarmente, l’avevo incontrata proprio il primo giorno a Puente la Reina e camminato insieme il secondo per poi perderci per ben undici giorni, credevo che non l’avrei mai più rivisto, invece è rispuntato dal niente, proprio quando mi ripetevo che il cammino non ti fa perdere chi non vuoi perdere…

C.M: – Cosa si prova una volta arrivati a Santiago? A chi consiglieresti il cammino?
Storie dal Cammino - Inkblot V.G.R. :- Hai deciso di farmi piangere? Ho ancora il magone quando penso al mio arrivo!Gioia! Immensa e pura gioia! La notte prima ho dormito a Monte Gozo, solo 4 chilometri da Santiago, volevo arrivare lì fresca e piena di energie. Siamo partiti la mattina intorno alle sette, ed ero con uno dei miei compagni di viaggio SerJ e quella persona che credevo persa, ma che invece ha cominciato e finito insieme a me.
Sono arrivata in città scalza e cantando “Three little birds”, utilizzando Storie dal Cammino - Inkblotil mio bastone “Bob” come chitarra, ma non appena ho intravisto la cattedrale tra i palazzi ho sentito un nodo allo stomaco ammutolendomi. Mi sono distanziata da loro, come se volessi prendere il mio tempo e ho camminato dritto verso la meta non guardando cosa avessi intorno, ma cercando solo le conchiglie che mi portassero lì. La piazza era deserta ed entrando mi sono trovata la cattedrale sulla sinistra, ho avuto un po’ di timore nel girarmi e quando l’ho fatto non sono riuscita a trattenermi, le gambe hanno ceduto e le lacrime hanno cominciato a scendere senza riuscire a dargli un freno. Ho pianto tanto, di gioia, guardavo la cattedrale e l’unica cosa che riuscivo a dire a me stessa era: “Ce l’ho fatta!”.

C.M: – Poi il ritorno, com’è cambiata la tua vita?
Storie dal Cammino - InkblotV.G.R. :- Credo che dal cammino non si torni mai del tutto.
Al rientro la mia vita è cambiata completamente, sembra assurdo, ma questo viaggio segna dentro l’anima. Già prima di partire avevo lasciato tutto ciò che mi ancorava alla vita passata, lavoro, vecchia casa, vita statica. Fa molta paura lasciare le cose alla quale sei legata da anni, anche quando si è consapevoli che non rendono felici o che non ci appagano del tutto, ma con coraggio ho deciso di rinascere e darmi una seconda possibilità.Prima del cammino, quando viaggiavo, volevo alberghi dalle 3° stella in su, valige molto grandi, scarpe e borsa sempre abbinate, ristoranti medio lussuosi e mi sentivo bene quando i miei capelli e il trucco erano perfetti. Adesso amo la semplicità e la condivisione. Amo da impazzire gli ostelli, dormire tutti in una stanza e a volte anche in un letto solo, mi piace camminare scalza, dormire sotto un cielo di stelle, mangiare seduta per terra, viaggiare con tutto ciò che mi occorre nella mia meravigliosa “mochila” alla quale ne sono davvero legata. ,i piace essere perfetta col mio miglior sorriso, e confrontarmi con più persone possibili, anche se queste sono lontane dalla mio modo di essere, c’è sempre da imparare e tutti ci donano qualcosa.Tutto ciò mi ha portato a scrivere, ho cominciato a riportare le mie emozioni su carta e sta nascendo un libro, che racconta proprio del cammino e di tutte le emozioni che travolgono e sconvolgono. Da inguaribile romantica, parlerà di una ragazza che affronta il cammino in solitaria e che ritrova Storie dal Cammino - Inkblotl’amore quando tutto le sembrerà perduto. Parlo di ogni posto visitato, di ogni colore, ogni lacrima ed emozione. Spero che sia solo il primo di tanti viaggi, ho voglia di scrivere ancora, di posti incantati, di quanto sia importante per la propria anima viaggiare, e non parlo di crociere lussuose o posti da vip, ma di mettersi lo zaino in spalla e conoscere la natura, le usanze e le tradizioni di paesi lontani, arricchirsi con la bellezza di posti che non ci appartengono e farli casa. So bene quanto sia difficile avere del tempo per scoprire il mondo intero, ma non abbiamo una seconda opportunità, e quando sarò nel punto di andarmene e vedrò la mia vita passarmi davanti, vorrò vedere un gran bel film, senza rimpianti, probabilmente senza un centesimo, ma ricca dentro.

C.M.: – Ringraziandoti per la disponibilità, ti tocca un’ultima domanda prima di salutarci. Un po’ diversa dal solito. C’è un libro, un film e una canzone che porteresti in cammino con te? Perché?
Storie dal Cammino - InkblotV.G.R.: – Bella, mi piace come domanda! Sì, ho tutte e tre le cose!
Un libro, anzi direi “il libro”: “il piccolo Principe”, amo da impazzire e a parere mio è proprio adatto per il cammino! Ci dona delle lezioni di vita che ho ritrovato giornalmente durante il mio viaggio: non farsi condizionare dalle apparenze, ma provare a scoprire dentro ognuno, è proprio lì che si trova la bellezza delle persone, e credimi, mi sono ricreduta più e più volte. L’importanza delle azioni più che delle parole, il conoscere davvero se stessi e confrontarsi col mondo, ma la cosa più importante, amare a tal punto da non trattenere ! 
Un film, anche qui potrei parlartene per ore: “Into the wild”. Ci sono molte correnti di pensiero su Christopher Mccandless, la mia ha solo molta ammirazione nei suoi confronti. Non è facile lasciare tutto per l’ignoto, per la propria libertà e felicità. Spesso decidiamo di rimanere ancorati alla vita attuale perché è “giusto così”, non perché lo vogliamo noi, e lui, in maniera estrema ci mostra che tutto è possibile con una grossissima lezione di vita “La felicità è reale solo se condivisa”, puoi credere di avere tutta la felicità di questo mondo, ma non sarà mai vera se non hai qualcuno con cui condividerla!
Storie dal Cammino - InkblotLa canzone… in realtà ne ho avute molte che mi hanno segnato durante il cammino! La più importante è sicuramente “Redeption song” di Bob Marley, l’ho cantata talmente tanto durante il giorno che spesso venivo riconosciuta per questo! “Ma sei la ragazza che canta Bob in cammino?” Era divertente sentirselo dire!“Three Little birds” sempre di Bob, che mi ha accompagnata alle porte di Santiago. “Non preoccuparti, ogni piccola cosa andrà bene!”E ultima, ma non per importanza, “La tua canzone” dei Negrita, voglio lasciarti con una frase a me molto importante che ho riscoperto nella stessa canzone al mio ritorno: “E’ il tuo biglietto per le stelle, quello lì davanti a te! Ne vedrai di belle, ma resta speciale, non ti buttare via! Avrai clessidre senza sabbia e reti per le acrobazie, resta ribelle, non ti buttare via!”

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