“Tutto ciò che nel reale è sfuggevole, io lo dipingo”. Intervista ad Eleonora Acclavio


Questa storia che “siamo tutti unici e speciali” può andare ancora bene come lezione al catechismo, ma ammettiamolo, ci ha rovinato. Sarà colpa dei social che hanno fomentato l’ego, oppure è solo la previsione di Andy Warhol che si sta realizzando, ma siamo davvero così sicuri di avere qualcosa d’importante da dire? Lei si e non può essere altrimenti: quante persone conoscete che hanno come soprannome “Albero di Natale” ? Un po’ cartolaia, un po’ artista, intervista ad Eleonora Acclavio , giovane pittrice pugliese la cui arte colpisce per profondità e tecniche usate. Buona lettura!

Candido Marinelli : – Grazie Eleonora per aver accettato il mio invito. Ora, per presentarti, facciamo un gioco: Quali sono le tre parole che meglio descrivono il tuo essere artista?
Eleonora Acclavio : – Sono sempre stata una persona molto eccentrica. Amo farmi notare e far sì che chiunque si ricordi di me. Tre parole per descrivermi sono troppe per certi versi o troppe poche per altri, ma per gentile concessione di mia madre sfrutterò il soprannome che sin da tenerà età mi ha affibbiato :”Albero di Natale”, colorato, appariscente e affascinante.

C.M. :- Sai, voglio raccontarti come è nata l’idea di quest’intervista. Giorni fa hai postato sul tuo profilo instagram alcuni dipinti che mi hanno colpito molto, figure femminili immerse in un gioco di luci fredde che sarebbero piaciute anche ad Edward Hopper.  Ma qual è la tua tecnica? Cosa ispira la tua creatività? Chi è il tuo artista di riferimento?
E.A. :- Mi fa molto piacere che il mio lavoro seppur acerbo e con tanto studio da affrontare, possa far pensare ad un artista del calibro di Hopper. Amo la sua poetica e dalla stessa mi sono fatta influenzare, ma l’artista al quale mi ispiro fortemente è David Hockney. L’elemento figurativo, sganciato da ogni naturalismo, è presente in tutta la sua produzione con uno stile studiatamente ingenuo e nitido, che crea atmosfere di irreale fissità. I miei dipinti sono un reportage del quotidiano dove le scene, per lo più sfuggenti, raffigurano persone reali con le quali ho a che fare. In particolare, la ragazza che tu hai visto su instagram è la mia coinquilina cinese. La nostra convivenza mi ha molto arricchito e quindi ho deciso di dedicarle una serie.

C.M.:- Le tue opere sono fortemente legate al mondo onirico, ora, scusa la domanda “marzulliana”, ma cos’è per te il sogno e, se non sei scaramantica, ci racconti il tuo più grande sogno?
E.A. : – La mia tesi di laurea tratta il tema del sogno. Nello specifico parla del modo in cui “Alice nel paese delle meraviglie” abbia fortemente influenzato il movimento surrealista, che basava le sue ricerche sul tema dell’inconscio e le teorie di Freud. Penso che il sogno, anche se insensato, sia la parte più razionale e vera dell’essere. È un peccato non riuscire a ricordare tutto quello che accade nella fase onirica… Spesso sogno di correre ad una velocità tale da visitare il mondo in una frazione di secondo, ma se torno coi piedi per terra forse mi basterebbe farmi conoscere e ricordare per aver appassionato qualcuno col mio operato.

C.M.:- Che rapporto hai con i social? Credi che un buon utilizzo possa aiutare la tua carriera artistica? Credi che il tuo futuro professionale possa essere in Italia?
E.A.:- Ho un rapporto d’amore con tutti i social. condivido molto della mia vita e ho conosciuto gente che non ho mai incontrato ma che spero vivamente di farlo. Al di là della mia carriera o del futuro che possa avere penso che un buon dialogo col mondo possa solo farci crescere e io continuerò a farlo.

C.M. : -Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità e ti faccio il mio più grosso in bocca al lupo. Concludiamo come al solito qui su Inkblot, c’è un libro, un film, una canzone che ha influenzato il tuo essere artista?
E.A. : -Fammici pensare un po’. Dunque nulla di tutto ciò mi ha influenzata, ma mi sono molto rivista nel pittore di nome “Plasson”, citato in “Oceano mare” di Baricco, che cerca gli occhi del mare e che, per dipingerlo, usa esclusivamente l’acquamarina, raffigurando vedute oceaniche su tele che restano ostinatamente bianche. P.s. io amo il mare, grazie per questa chiacchierata e alla prossima!

 

 

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